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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Arrestati ed espulsi: «Siamo persone scomode»

Alberto Tartarotti e il figlio Manuel erano in Cisgiordania con Youth of Sumud: il padre racconta il fermo e il legame con le cinque italiane arrestate

Il loro rientro in Italia è arrivato dopo una notte in cella, un interrogatorio e un provvedimento che impedisce a padre e figlio di tornare in Israele per dieci anni. Alberto Tartarotti sostiene che la presenza dei volontari internazionali in Cisgiordania serva soprattutto a documentare e prevenire le incursioni dei coloni, non a svolgere la raccolta delle olive al posto dei palestinesi.

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Il legame con le cinque italiane

Tartarotti ha raccontato di aver incontrato le cinque attiviste italiane fermate nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, la sera prima del proprio arresto. Le donne, appena arrivate nella zona, facevano parte del gruppo di volontari con cui padre e figlio stavano collaborando.

«Ci siamo visti lunedì sera, alla vigilia del nostro arresto», ha spiegato Tartarotti. Per la mattina successiva era prevista l'organizzazione della presenza nei campi durante la raccolta delle olive, un'attività che, secondo l'attivista, viene svolta direttamente dalla popolazione palestinese.

Il compito degli osservatori stranieri sarebbe invece quello di affiancare i residenti e offrire una forma di protezione durante il lavoro. «La presenza dei volontari internazionali serve da scudo, a proteggerli dalle incursioni dei coloni, non a raccogliere le olive», ha precisato.


Il fermo e l'espulsione

Alberto Tartarotti e il figlio Manuel erano arrivati in Cisgiordania il 18 ottobre per sostenere Youth of Sumud, associazione di volontariato premiata nel 2024 con il riconoscimento Alex Langer. Il fermo è avvenuto martedì 20 ottobre: i due sono stati arrestati dalla polizia israeliana con l'accusa di terrorismo.

Durante la detenzione, padre e figlio sono stati interrogati, sottoposti alla registrazione delle impronte e al prelievo del DNA. Sono rimasti ammanettati fino alla notte e hanno trascorso alcune ore in cella; il giorno seguente sono stati imbarcati su un volo di linea israeliano diretto in Italia.


La versione della polizia israeliana

Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia israeliana, i due avrebbero partecipato a una raccolta di olive non autorizzata. All'arrivo degli agenti, inoltre, si sarebbero allontanati verso un'area destinata alle esercitazioni militari, circostanza che avrebbe contribuito al provvedimento nei loro confronti.

Per entrambi è stato disposto il divieto di ingresso in Israele per un decennio. Tartarotti ha contestato il quadro complessivo e ha sostenuto che gli attivisti vengano allontanati proprio perché possono testimoniare ciò che accade nella regione. A suo giudizio, quanto avviene in Cisgiordania riceve poca attenzione e richiama dinamiche già viste a Gaza: «Siamo persone scomode».

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