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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Armi a Israele, Conte accusa: “L’Italia spende troppo e usa due pesi

Il leader del Movimento 5 Stelle contesta il vincolo del 5% per la spesa militare e chiede lo stesso rigore applicato a Russia e Israele.

Il nodo, per Giuseppe Conte, non riguarda soltanto la politica estera: l’ex presidente del Consiglio contesta anche il costo degli impegni militari assunti dall’Italia. Nel mirino mette l’obiettivo del 5% del Pil, che a suo giudizio comporterebbe 500 miliardi di spesa aggiuntiva entro il 2030, mentre il Paese deve già fare i conti con debito, tasse, bollette e salari reali in calo.


Il conto degli impegni militari

Intervenendo a Coffee break su La7, il presidente del Movimento 5 Stelle ha sostenuto che Giorgia Meloni abbia accettato quel vincolo per rafforzare la propria posizione nei principali organismi internazionali. Conte ha collegato la scelta ai rapporti costruiti dalla presidente del Consiglio prima con Joe Biden e poi con Donald Trump, definendola però contraria agli interessi nazionali.

Alla domanda se una simile posizione possa condurre l’Italia fuori dalle alleanze, Conte ha escluso questa eventualità. Ha richiamato invece l’esempio del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, indicando come soluzione la richiesta di non applicare un obiettivo ritenuto economicamente irraggiungibile. A suo dire, l’esecutivo lascia un quadro segnato da maggiore pressione fiscale, debito pubblico in crescita, salari reali diminuiti di 6,1 punti e rincari dell’energia. «Ma è una follia», ha concluso, chiedendo di riconoscere l’insostenibilità dell’impegno e il grave errore politico che lo avrebbe prodotto.


Conte denuncia i doppi criteri

Il leader pentastellato ha respinto l’idea che la sua posizione equivalga a un avvicinamento alle ragioni di Vladimir Putin. Ha ribadito che l’Italia deve continuare a sostenere l’Ucraina e che l’invasione russa costituisce una violazione del diritto internazionale. Da qui la richiesta di mantenere una linea coerente, senza applicare criteri diversi a seconda del Paese coinvolto.

Conte ha ricordato di sostenere le sanzioni economiche e finanziarie contro la Russia e contro chi ne è responsabile. Nello stesso intervento ha chiesto che misure analoghe riguardino Benjamin Netanyahu e gli altri responsabili delle operazioni israeliane, riferendosi al governo di Israele come «genocida».

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Il commercio militare con Israele

A sostegno della propria accusa, Conte ha citato i dati dell’Agenzia ICE, struttura pubblica legata al Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Secondo le cifre richiamate in trasmissione, nei primi sei mesi del 2026 l’Italia avrebbe raddoppiato gli acquisti di armi da Israele rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il leader del Movimento 5 Stelle ha aggiunto che Israele sarebbe così diventato il secondo partner dell’Italia per le forniture militari, nonostante le accuse rivolte al governo di Netanyahu. «Questo è uno scandalo, vogliamo dirlo o no?», ha domandato, contrapponendo tale rapporto alla fermezza invocata nei confronti della Russia.


La replica alla stoccata di Gentiloni

La polemica nasce dalle parole di Paolo Gentiloni, che nei giorni precedenti aveva detto di non riuscire a immaginare un’Italia improvvisamente contraria al sostegno all’Ucraina e pronta ad assumere una posizione simile a quella mantenuta da Viktor Orbán fino a pochi mesi fa.

Conte ha risposto che nessuno, nel Movimento 5 Stelle, propone di interrompere gli aiuti a Kyiv o di sostenere il presidente russo. La sua critica riguarda piuttosto l’assenza di uniformità nelle reazioni internazionali: secondo il leader pentastellato, la credibilità dell’Italia e dell’Unione europea passa dalla rinuncia a qualsiasi doppio standard.

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