Argentina, l’economia arretra e la povertà sale: i numeri che preoccupano
A luglio l’Indec rileva il peggior calo mensile dall’era Covid, mentre nel primo semestre la quota di poveri arriva al 32,3% della popolazione.
Il quadro che arriva dall’Argentina è doppio e pesante: da un lato l’attività economica ha perso slancio, dall’altro la povertà è tornata a crescere. I dati diffusi dall’Indec indicano per luglio una flessione mensile del 2,9%, il peggior risultato dall’epoca della pandemia.
L’economia perde terreno a luglio
Il calo registrato dall’Indicatore mensile dell’attività economica, l’Emae, non riguarda solo il confronto con il mese precedente. Su base annua la variazione è pari a -1,4% rispetto a luglio 2025, mentre nei primi sette mesi del 2026 il bilancio resta ancora in lieve progresso, con un +1,7% sullo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel dettaglio, l’istituto statistico segnala che otto comparti su quindici hanno chiuso in ribasso rispetto a un anno fa. I contraccolpi più forti arrivano dal commercio, sceso del 5,1%, e dall’industria manifatturiera, in calo del 4,6%: insieme pesano per 1,3 punti percentuali sulla dinamica tendenziale dell’Emae.
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Povertà oltre un terzo della popolazione
Sul fronte sociale, la tendenza è altrettanto negativa. Nel primo semestre del 2026 l’indice di povertà è aumentato di 3,4 punti percentuali e ha raggiunto il 32,3% della popolazione. In termini assoluti significa circa 15 milioni di persone su 46,4 milioni di abitanti.
Il dato completa un quadro già segnato dall’indebolimento dell’economia e mostra come la frenata produttiva si stia riflettendo anche sulle condizioni di vita di una parte ampia della popolazione argentina. I numeri diffusi oggi dall’Indec fotografano così una fase di difficoltà sia sul versante della crescita sia su quello del reddito delle famiglie.
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