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Attualità 2 min di lettura1 ott

Aparecida nel mirino: la Corte suprema apre un’indagine nazionale

Flávio Dino segnala episodi contro simboli cattolici e luoghi dell’Umbanda, mentre resta online il caso dei messaggi falsi legati a Flavio Bolsonaro.

La Corte suprema brasiliana ha chiesto alla Polizia federale di verificare una serie di danneggiamenti e incursioni che hanno colpito immagini religiose in più aree del Paese. Tra i bersagli figura soprattutto Nostra Signora di Aparecida, patrona nazionale, in una vicenda che si intreccia con la tensione politica alla vigilia del voto.


Dino: episodi di particolare gravità

Il giudice relatore Flávio Dino ha raccolto nella sua decisione diversi casi riguardanti statue e raffigurazioni della Madonna e di altri santi cattolici. Nello stesso quadro sono stati segnalati anche attacchi contro spazi di culto dell’Umbanda, religione di origine afro-brasiliana.

Per il magistrato, il quadro è «molto grave». Gli accertamenti dovranno chiarire se i fatti possano costituire reati legati all’intolleranza religiosa, alle minacce e al danneggiamento, oltre a eventuali episodi di furto, incendio doloso o violazione di domicilio.


Il caso dei messaggi falsi

L’intervento giudiziario arriva dopo una controversia che ha assunto anche una dimensione elettorale. Alcuni messaggi, rivelatisi falsi, avevano attribuito a Flavio Bolsonaro, candidato presidenziale di destra e figlio maggiore dell’ex presidente Jair Bolsonaro, l’appoggio a una presunta iniziativa per togliere alla Madonna di Aparecida il titolo di patrona del Brasile.

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La falsa informazione ha collegato direttamente il candidato alla possibile revoca del riconoscimento religioso. Il Tribunale superiore elettorale ha stabilito il giorno precedente che quei contenuti dovessero rimanere fuori dalla rete, impedendone la nuova diffusione.


Indagini anche sui luoghi di culto

La disposizione della Corte non riguarda quindi soltanto le immagini cattoliche. L’ordine alla Polizia federale comprende anche gli episodi denunciati nei luoghi dell’Umbanda, così da ricostruire l’eventuale legame tra i diversi attacchi e individuare i responsabili.

Gli investigatori dovranno valutare caso per caso la natura dei comportamenti contestati e l’eventuale presenza di motivazioni riconducibili all’ostilità religiosa. La decisione è stata adottata mentre il Brasile si avvicina all’appuntamento elettorale.

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