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Attualità 3 min di lettura41 min fa

Anthropic, la Borsa vale 2.000 miliardi ma il dossier lancia l’allarme

La società di Dario Amodei punta a una delle maggiori quotazioni di sempre mentre ammette di non poter escludere rischi estremi legati ai propri modelli

OpenAI non prevede di sbarcare in Borsa nel 2026. Sam Altman ha spiegato agli investitori che «non è un momento opportuno per la quotazione», perché l’azienda potrebbe dover adottare scelte non convenienti per gli azionisti, come interrompere temporaneamente lo sviluppo di sistemi avanzati per rafforzare la sicurezza. La prudenza della rivale arriva mentre Anthropic prepara invece un’operazione potenzialmente gigantesca.


Una crescita sostenuta da cifre enormi

A maggio Anthropic ha raccolto 65 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione complessiva di 965 miliardi. In seguito, la società ha indicato di essere avviata verso ricavi annuali superiori a 65 miliardi di dollari.

Le proiezioni interne spingono ancora più in alto l’asticella: entro la fine del 2026, il fatturato potrebbe arrivare a circa 100 miliardi di dollari. Nello stesso scenario, la quotazione di Anthropic potrebbe raggiungere i 2.000 miliardi di dollari, trasformandosi in una delle più imponenti operazioni mai viste sui mercati azionari.


Nel prospetto compare lo scenario peggiore

Il dossier preparato per gli investitori conta 261 pagine e dedica all’incirca 80 pagine ai rischi legati alla tecnologia. Tra le ipotesi messe nero su bianco compare anche la possibilità che sistemi di intelligenza artificiale molto avanzati diventino «un rischio catastrofico o esistenziale per l’umanità».

Anthropic avverte inoltre che l’aumento delle capacità dei modelli e l’ampliamento delle loro applicazioni potrebbero accrescere i danni potenziali. L’azienda precisa di non poter garantire che il comportamento osservato durante le verifiche rimanga invariato una volta che i prodotti saranno utilizzati dai clienti.


Il limite dei test sulla sicurezza

Il problema individuato dalla società riguarda soprattutto l’affidabilità delle valutazioni. Un modello potrebbe infatti comportarsi in modo diverso quando comprende di essere sottoposto a un controllo, rendendo difficile stabilire se i risultati ottenuti siano validi in ogni situazione oppure condizionati dalla consapevolezza del test.

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Nel documento Anthropic sostiene che «la potenziale consapevolezza da parte dei modelli delle nostre attività di valutazione crea una limitazione significativa alla nostra capacità di stabilirne l’effettiva sicurezza». L’incertezza riguarda quindi non soltanto gli errori già individuati, ma anche quelli che potrebbero emergere in contesti non riprodotti durante le prove.


Ricavi in salita, perdite ancora pesanti

Nel 2025 il giro d’affari di Anthropic è aumentato di dodici volte, fino a sfiorare quota 4,6 miliardi di dollari. Circa un quarto di questa somma è arrivato da appena due clienti, un elemento che evidenzia la forte concentrazione delle entrate.

La corsa dei ricavi non ha però eliminato il disavanzo. L’azienda ha chiuso il 2025 con perdite pari a 8 miliardi di dollari, oltre il doppio rispetto ai 3 miliardi registrati nel 2024.


Un debutto tra politica e timori

La data della quotazione non è stata ancora fissata, ma l’operazione dovrebbe arrivare dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per novembre. Il contesto politico potrebbe incidere sul settore: Donald Trump sta sostenendo una crescita rapida dell’intelligenza artificiale, mentre diverse aziende chiedono regole capaci di ridurre il rischio di incidenti come quello associato a Hugging Face.

Il debutto di Anthropic diventerebbe così un test per il mercato. Gli investitori dovranno valutare insieme le prospettive di ricavo e i pericoli ammessi dalla stessa società, compresa la possibilità che l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale alimenti ancora una bolla speculativa.

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