Andriesz trovato morto: il dossier Epstein riapre il caso Lutnick
L’ex banchiere britannico aveva segnalato all’FBI i legami tra Howard Lutnick e Jeffrey Epstein, sostenendo di aver subito gravi conseguenze dopo le denunce.
La morte di Simon Andriesz riporta al centro dell’attenzione i rapporti tra Jeffrey Epstein e Howard Lutnick, oggi segretario al Commercio degli Stati Uniti. L’ex banchiere britannico, 57 anni, è stato trovato morto suicida circa due mesi dopo aver reso pubblica la propria identità di denunciante nel caso Epstein.
Andriesz aveva raccontato di aver consegnato all’FBI, tra il 2020 e il 2021, documenti e informazioni sui rapporti tra il finanziere e Lutnick, oltre che sulle attività di Cantor Fitzgerald e BGC. Il 9 agosto 2026 aveva scritto sui social di voler diffondere altro materiale e spiegare ciò che, a suo dire, era accaduto dopo le sue segnalazioni.
Le denunce dell’ex banchiere
Prima di diventare una figura legata al caso Epstein, Andriesz aveva lavorato per 35 anni nel settore finanziario. Era stato dirigente di BGC Group, società di Wall Street guidata da Lutnick, e proprio la conoscenza degli ambienti aziendali gli avrebbe consentito di individuare elementi rilevanti nei documenti esaminati.
Nel suo messaggio pubblico aveva affermato di aver collaborato anche con la commissione investigativa della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, che in seguito aveva interrogato Lutnick a porte chiuse. Andriesz sosteneva inoltre che il materiale da lui fornito avesse contribuito a interventi delle autorità di vigilanza statunitensi e britanniche, compresa una contestazione fiscale da 96 milioni di sterline nei confronti del sistema societario di BGC.
I rapporti tra Lutnick ed Epstein
L’attenzione di Andriesz si era concentrata su una serie di documenti emersi durante una più ampia battaglia istituzionale sul caso Epstein, composta da circa 3,5 milioni di pagine. In quei fascicoli avrebbe riconosciuto la sigla HWL, riferita a Howard William Lutnick, trovando elementi che mettevano in discussione la versione fornita dal segretario sul proprio rapporto con il finanziere.
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Secondo le ricostruzioni citate nel materiale, Lutnick e la sua famiglia avrebbero visitato nel 2012 l’isola privata di Epstein. Nello stesso anno i due avrebbero firmato un accordo d’investimento nella società pubblicitaria digitale AdFin Solutions; nel 2017, invece, Epstein avrebbe versato 50 mila dollari a una cena organizzata in onore di Lutnick. Nel 2018 sarebbero poi intercorsi messaggi su un progetto museale e su una start-up nella quale entrambi avevano interessi.
L’ammissione e le conseguenze
La vicenda aveva assunto ulteriore rilievo nel febbraio precedente, quando Lutnick aveva riconosciuto di essere stato sull’isola di Epstein 14 anni prima. L’ammissione contrastava con quanto dichiarato in passato, quando aveva sostenuto di aver interrotto i rapporti con il finanziere dopo la sua condanna per reati sessuali.
Andriesz aveva anche riferito di aver segnalato alle autorità questioni riguardanti il fondo di soccorso di Cantor Fitzgerald e la giornata annuale di raccolta fondi organizzata da BGC e Cantor in memoria dell’11 settembre. Nel messaggio del 9 agosto aveva descritto così il prezzo pagato dopo le denunce: «Le conseguenze personali della mia attività di denunciante, insieme alle ritorsioni che ritengo siano seguite, sono state devastanti per me e per la mia famiglia».
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