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Attualità 2 min di lettura55 min fa

Amiloidosi cardiaca, i segnali da non ignorare: parte la campagna

Bayer porta l’informazione in città, farmacie e luoghi pubblici per favorire il riconoscimento precoce di una rara malattia del cuore.

La diagnosi tempestiva può cambiare il percorso di cura dell’amiloidosi cardiaca da transtiretina. «Accrescere la conoscenza della patologia e dei possibili campanelli d’allarme» è quindi essenziale, ha spiegato Simona Gatti, direttrice medica di Bayer Italia, presentando la campagna di sensibilizzazione “A tuTTo cuoRe”.

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L’informazione arriva nella vita quotidiana

Il progetto punta a raggiungere le persone nei luoghi che frequentano ogni giorno. Dal 15 ottobre, a Milano, Roma e Napoli, i messaggi dell’iniziativa sono comparsi su schermi digitali collocati in stazioni, aeroporti, metropolitane e altri spazi pubblicitari all’aperto; la diffusione proseguirà fino al 29 ottobre.

Un secondo appuntamento coinvolge 61 farmacie, dove i contenuti saranno trasmessi dal 26 ottobre al 23 novembre. Il 26 e il 27 ottobre, inoltre, nelle aree di Roma e Napoli verranno distribuite 43.000 cartoline informative rivolte agli uomini con più di 65 anni. Un codice QR presente sui materiali conduce a una pagina dedicata alla patologia e ai segnali a cui prestare attenzione.


Quei sintomi che possono confondere

Fiato corto dopo attività non impegnative, affaticamento continuo e gonfiore agli arti inferiori possono sembrare disturbi legati all’età o ad altri problemi cardiovascolari. In alcuni casi, però, rappresentano manifestazioni dell’amiloidosi cardiaca da transtiretina, una condizione rara e progressiva che può ridurre l’efficienza del cuore e danneggiare anche altri organi.

La malattia nasce dall’accumulo nel tessuto cardiaco di proteine alterate, organizzate in strutture filamentose. Questo deposito rende il cuore gradualmente meno efficace nel pompare il sangue e può incidere in modo significativo sulla qualità della vita, soprattutto quando il riconoscimento e il trattamento arrivano tardi.

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Due forme e un percorso complesso

L’amiloidosi da transtiretina può essere ereditaria, quando è collegata a mutazioni del gene della transtiretina, oppure non ereditaria, nella variante definita “wild-type”. Quest’ultima interessa soprattutto le persone anziane e si osserva con maggiore frequenza negli uomini.

A rendere difficile l’individuazione è la natura poco specifica dei disturbi. Il sospetto può emergere collegando segnali che, presi singolarmente, sembrano indipendenti: tra le situazioni che meritano attenzione rientrano anche scompenso cardiaco, aritmie, stenosi aortica nell’anziano e sindrome del tunnel carpale.


Specialisti e territorio devono lavorare insieme

Giuseppe Limongelli, professore associato di Cardiologia all’università Luigi Vanvitelli di Napoli, ha sottolineato che i progressi scientifici hanno migliorato la capacità di individuare la patologia, ma che resta decisivo riconoscerne la possibile presenza anche davanti a condizioni comuni. Per questo, secondo il cardiologo, la formazione deve coinvolgere medici di medicina generale e specialisti diversi, non soltanto i cardiologi.

In Campania, ha aggiunto Limongelli, i programmi formativi e l’estensione della rete regionale hanno rafforzato sia l’identificazione precoce sia l’organizzazione dell’assistenza. Cristina Chimenti, associata in Cardiologia alla Sapienza università di Roma, ha invece richiamato la necessità di rendere diagnosi e terapie accessibili in modo uniforme, collegando i centri di riferimento alle strutture territoriali. Questo raccordo è particolarmente importante per i pazienti anziani, per chi vive lontano da Roma e per i loro caregiver.

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