Amaldi, scatta l’ispezione sul “Sudario di Gaza”: cosa contesta il ministro
Il registro elettronico del liceo di Novi Ligure ha rilanciato l’iniziativa, ma la dirigenza nega ogni organizzazione e rivendica il rispetto del pluralismo.
L’ispezione è già stata avviata, mentre resta da chiarire il significato della comunicazione comparsa sul registro elettronico del liceo Amaldi di Novi Ligure. Il messaggio riguardava il corteo del “Sudario di Gaza”, previsto ad Alessandria sabato 10 ottobre, ma la scuola sostiene di non aver promosso né finanziato alcuna manifestazione e di essersi limitata a fornire informazioni su una partecipazione individuale e volontaria.
La vicenda ha provocato la reazione del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e di diversi esponenti del centrodestra. Dalla Lega a Forza Italia viene contestato il possibile uso di uno strumento istituzionale per coinvolgere gli studenti in un’iniziativa politica. Il deputato del Pd Federico Fornaro, invece, ha ridimensionato la polemica definendola una “tempesta in un bicchier d’acqua”.
Il Ministero vuole ricostruire i fatti
L’Ufficio scolastico del Piemonte, guidato da Stefano Suraniti, dovrà verificare come sia stata redatta e diffusa la comunicazione del 1° ottobre. L’accertamento dovrà stabilire anche se il registro elettronico sia stato impiegato in modo improprio per invitare gli studenti a partecipare a un appuntamento esterno alla scuola.
Dal Ministero fanno sapere che, qualora le contestazioni trovassero conferma, potrebbero emergere profili di responsabilità legati alla condotta professionale. Valditara ha ribadito la propria posizione sul ruolo dell’istruzione: «La scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento». Il ministro ha aggiunto che l’indottrinamento, a suo giudizio, appartiene ai regimi totalitari.
La versione del liceo Amaldi
Il preside Michele Maranzana respinge l’interpretazione secondo cui l’istituto avrebbe organizzato il corteo. Nella nota ufficiale precisa che il liceo non ha assunto il ruolo di promotore, patrocinatore o finanziatore dell’evento, organizzato autonomamente da una rete di associazioni e realtà della società civile.
Il riferimento a un viaggio in treno predisposto dall’istituto sarebbe nato, secondo la dirigenza, da un errore nella stesura del messaggio. La scuola parla di un semplice coordinamento logistico messo a disposizione da alcuni docenti per chi avesse scelto liberamente di partecipare fuori dall’orario scolastico. Non si sarebbe trattato, quindi, di una gita o di un’uscita didattica ufficiale.
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La dirigenza collega inoltre l’attenzione ai diritti umani, ai minori e alle popolazioni civili coinvolte nei conflitti all’articolo 11 della Costituzione e a una mozione approvata dagli organi collegiali il 1° settembre 2025. Nel documento vengono richiamate anche le posizioni espresse dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 30 luglio 2025 e dal Ministro degli Affari Esteri il 12 agosto 2025.
Centrodestra all’attacco, il Pd ridimensiona
Davide Buzzi Langhi, consigliere regionale di Forza Italia, chiede che venga verificato il comportamento del dirigente nel caso in cui le responsabilità fossero confermate. Secondo l’esponente azzurro, la scuola dovrebbe aiutare gli studenti a confrontare le idee e costruire una valutazione autonoma, senza occuparsi del reclutamento o della logistica per una manifestazione.
Critiche sono arrivate anche da Maria Rosa Porta, capogruppo di Forza Italia a Novi, che sollecita una valutazione sul rispetto del codice di comportamento della pubblica amministrazione, della riservatezza e delle regole interne dell’istituto. La Lega, con il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, ha invece accolto positivamente l’ispezione e ha chiesto una scuola libera da propaganda e visioni ideologiche unilaterali.
Il deputato Federico Fornaro ha adottato una lettura opposta. Richiamando i chiarimenti diffusi dal dirigente, ha sottolineato che l’Amaldi non avrebbe organizzato, sostenuto economicamente né patrocinato l’iniziativa. La scuola, intanto, afferma di aver pubblicato una precisazione sul registro elettronico e di aver trasmesso una relazione all’Ufficio scolastico regionale, ribadendo la propria fedeltà ai principi costituzionali e dichiarando che quella diffusa dalla dirigenza è l’unica posizione ufficiale dell’istituto.
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