Alpi, la scommessa sui giovani: il piano lombardo guarda al 2027
La Lombardia coordinerà un percorso tra 48 regioni alpine per capire come sostenere nuove imprese, servizi e condizioni di vita capaci di trattenere le nuove generazioni.
Il primo risultato non sarà un finanziamento immediato, ma un quadro comune di proposte. È questa la sfida affidata a Regione Lombardia, chiamata a coordinare il lavoro sull’imprenditorialità giovanile nelle aree alpine dopo l’approvazione della missione a Lindau, in Germania. Entro la fine del 2027 dovranno essere individuate politiche condivise per rendere più concreta la possibilità di restare e fare impresa in montagna.
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Il nodo è fermare la fuga dei giovani
La questione nasce da una difficoltà ormai diffusa: nei territori montani non basta avere un’idea o un progetto per avviare un’attività. Pesano l’accesso alla casa, la presenza dei servizi, le condizioni economiche e gli ostacoli che possono rendere meno conveniente investire proprio nei luoghi in cui si è cresciuti.
«Il futuro dei nostri territori dipende dalla capacità di offrire opportunità concrete ai giovani», ha affermato Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo economico. Secondo l’esponente lombardo, il coordinamento tra le amministrazioni può rafforzare gli strumenti già esistenti e portare alla Commissione europea le esigenze specifiche delle comunità alpine.
La proposta punta quindi a collegare la nascita di nuove imprese alla tenuta demografica dei territori. Un tessuto economico più solido potrebbe favorire il ricambio generazionale e contribuire a mantenere occupazione e servizi, ma resta da capire quali misure possano funzionare in contesti molto diversi tra loro.
Da Lindau parte un percorso comune
La Dichiarazione approvata dall’Assemblea generale EUSALP ha formalizzato la Nota di missione lombarda, intitolata “Giovani imprenditori per le Alpi: valorizzare la prossima generazione di talenti alpini”. Il documento assegna alla Lombardia il compito di guidare il confronto tra le amministrazioni coinvolte e di arrivare a un riferimento comune entro il 2027.
EUSALP riunisce 48 regioni distribuite in sette Paesi: Italia, Austria, Francia, Germania, Slovenia, Svizzera e Liechtenstein. Le differenze tra sistemi economici e istituzionali saranno uno degli elementi da considerare, perché l’obiettivo non è applicare un’unica ricetta, ma individuare soluzioni adattabili alle diverse aree.
Al lavoro parteciperanno le regioni partner, il Consiglio dei giovani EUSALP, i Gruppi d’Azione della Strategia alpina e gli esperti scientifici. La fase iniziale prevede l’analisi dei dati e il confronto tra le politiche già sperimentate a livello regionale, così da distinguere le iniziative replicabili dagli interventi legati a condizioni locali.
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Casa e servizi entrano nel progetto
A Lindau il confronto non si è concentrato soltanto sugli incentivi alle imprese. Il primo laboratorio della missione, ospitato all’Inselhalle, ha coinvolto giovani e rappresentanti istituzionali sulle condizioni necessarie per vivere e lavorare nei territori alpini.
Le consultazioni serviranno a far emergere gli ostacoli più frequenti e a stabilire quali priorità possano essere affrontate insieme. La disponibilità di abitazioni e servizi è stata considerata parte integrante della capacità di attirare o trattenere chi vorrebbe avviare un’attività, non un tema separato dalle politiche economiche.
Il percorso proseguirà con altri laboratori e momenti di ascolto. Le indicazioni raccolte dovranno contribuire alla stesura del quadro comune, che sarà sottoposto all’Assemblea generale EUSALP e potrà orientare le decisioni delle singole amministrazioni.
Le misure concrete arriveranno dopo
Per ora la missione non introduce nuovi aiuti né prevede uno stanziamento specifico. Il passaggio successivo consisterà nel definire gli interventi da proporre e nel verificare su quali obiettivi le regioni possano raggiungere un’intesa.
Un eventuale progetto pilota potrebbe essere avviato nel 2028, sulla base degli esiti del lavoro svolto entro l’anno precedente. La Lombardia dovrà dunque trasformare il mandato ricevuto a Lindau in proposte operative, mantenendo il collegamento con i giovani e con le realtà locali.
Nel 2027 la presidenza di EUSALP passerà dalla Baviera alla Francia. Sarà durante quella fase che Regione Lombardia dovrà presentare alle amministrazioni alpine il risultato del confronto e il quadro di riferimento per sostenere la nuova imprenditorialità nelle montagne.
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