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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Allarme prima del 7 ottobre: il retroscena sulla telefonata a Netanyahu

Secondo il Wall Street Journal, Abbas Kamel avrebbe contattato il premier israeliano pochi giorni prima dell’offensiva di Hamas, dopo altri segnali arrivati dall’Egitto

La ricostruzione del Wall Street Journal riporta al centro le informazioni ricevute da Israele nelle settimane precedenti al 7 ottobre 2023. Il caso torna a pesare sul dibattito politico interno mentre si avvicinano le elezioni nazionali previste il mese prossimo.


La chiamata rimasta finora segreta

Stando a quanto riferito da funzionari di un governo arabo, Abbas Kamel, alla guida dei servizi segreti egiziani, avrebbe telefonato a Benjamin Netanyahu per segnalare il rischio di un’operazione imminente proveniente dalla Striscia di Gaza. Il contatto, finora non emerso pubblicamente, sarebbe avvenuto all’inizio di ottobre, prima dell’attacco di Hamas.

La telefonata avrebbe rappresentato il terzo avviso arrivato attraverso canali egiziani. I due precedenti richiami, sempre relativi alla possibilità di un’offensiva in tempi ravvicinati, non produssero però una risposta israeliana in grado di evitare l’azione del 7 ottobre. Il quotidiano statunitense cita funzionari arabi e persone informate sugli eventi.


Gli avvertimenti prima dell’attacco

Pochi giorni dopo quei segnali, Hamas lanciò l’assalto contro Israele: il bilancio indicato è di circa 1.200 vittime e di circa 250 persone prese in ostaggio. L’operazione aprì una guerra nella Striscia di Gaza, con conseguenze profonde sugli equilibri politici e diplomatici del Medio Oriente.

Un altro episodio risalirebbe al settembre 2023. Durante un colloquio con Mohamed bin Zayed, presidente degli Emirati Arabi Uniti, Netanyahu sarebbe stato messo al corrente del possibile pericolo legato a Hamas. Secondo le stesse ricostruzioni, il premier non apparve persuaso, anche perché quelle informazioni non chiarivano né quando sarebbe potuto avvenire l’attacco né quale dimensione avrebbe potuto assumere.


Nuove domande sulla gestione politica

Le rivelazioni riaccendono così l’attenzione sulle decisioni prese da Netanyahu e dagli altri vertici israeliani nella fase precedente alla guerra. Il punto centrale riguarda il modo in cui furono valutati i diversi segnali d’allarme e se le autorità disponessero di elementi sufficienti per comprendere la gravità della minaccia.

La telefonata di Kamel si inserisce in una serie più ampia di comunicazioni preventive attribuite a interlocutori arabi. Il suo contenuto non è stato reso pubblico, ma la sua esistenza, secondo il Wall Street Journal, alimenta il confronto sulle responsabilità della leadership israeliana alla vigilia dell’offensiva.

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