Alex Baudo, la verità sul padre arrivò a 31 anni: «Finì in coma»
Il figlio di Pippo Baudo racconta lo shock della scoperta, gli attacchi di panico, la crisi con la madre e il primo contatto telefonico con il padre biologico.
La rivelazione arrivò quando Alex Baudo aveva 31 anni, in un momento che avrebbe dovuto essere soltanto felice: nel 1993 aveva pubblicato un disco di successo ed era appena diventato padre di Sean. A dirgli che Pippo Baudo era il suo genitore biologico fu il fratello Riccardo, come un regalo destinato a cambiargli la vita.
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Una scoperta arrivata all’improvviso
Alex racconta di aver appreso anche che diverse persone conoscevano già la verità, mentre lui ne era rimasto all’oscuro. Alla sorpresa si unirono emozioni contrastanti: gioia, rabbia, incredulità e una profonda sensazione di esclusione dal proprio nucleo familiare.
«Mi veniva una nausea terrificante, tremavo, la testa mi girava», ricorda. Gli attacchi di panico gli rendevano difficili anche le azioni più comuni: una volta non riuscì a salire su un tram e rimase fermo ad aspettare che ripartisse.
Il dramma degli psicofarmaci
Per gestire quelle crisi, Alex iniziò ad assumere psicofarmaci. Una sera ne prese una quantità eccessiva insieme a una bevanda alcolica, fino a perdere conoscenza.
«Finì in coma», racconta, spiegando che a salvarlo fu un amico, insospettito dalle sue condizioni. L’uomo chiamò la polizia e gli agenti riuscirono a entrare nell’abitazione sfondando la porta.
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Il rapporto ricucito con la madre
Dopo la rivelazione, il legame con la madre Mirella Adinolfi diventò più difficile. I due parlarono sempre meno e lei temeva forse che Alex la considerasse responsabile di avergli nascosto la sua vera origine.
Lui, però, chiarisce di non averla mai accusata. La distanza venne superata durante un viaggio in Europa, anche se la scomparsa della donna, avvenuta tre anni fa, continua a pesare: ancora oggi Alex si sorprende a pensare di poterla chiamare.
Quel primo «sono papà»
Anche il rapporto con Pippo Baudo si costruì gradualmente. Tra i ricordi più intensi c’è la prima telefonata nella quale il conduttore gli disse: «Ciao, sono papà». Alex racconta che in quel momento fu sul punto di piangere.
Quanto all’eredità, la decisione del padre è stata quella di suddividerla in tre quote identiche tra Alex, la sorella Tiziana e la segretaria Dina Minna. Una scelta che Alex dice di rispettare.
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