Agenzia delle Entrate, il nodo delle ore per chi ha figli
Flp chiede regole uniformi per distinguere l’orario dedicato alla cura dei figli dalle ore aggiuntive destinate alla banca delle ore.
La gestione dell’orario dei dipendenti con figli e il calcolo delle ore accumulate con lo straordinario finiscono al centro del confronto tra Flp Ecofin Agenzie fiscali e l’Agenzia delle Entrate. Il sindacato ha scritto alla Direzione centrale Risorse umane chiedendo indicazioni operative per gli uffici e un intervento che renda omogenee le regole sul territorio.
Il problema nasce dalla contabilizzazione
Secondo Flp, le ore previste dal cosiddetto “Progetto Figli” non dovrebbero essere trattate come quelle derivanti da prestazioni straordinarie autorizzate. Queste ultime confluiscono infatti nel monte destinato alla banca delle ore, mentre l’orario multiperiodale legato alla cura dei figli risponde a una diversa programmazione temporale del lavoro.
La richiesta è rivolta in particolare alle Direzioni provinciali e regionali che hanno adottato questo modello. L’obiettivo indicato dal sindacato è tutelare l’organizzazione concordata tra dipendente e amministrazione, evitando che la diversa distribuzione dell’attività venga alterata da criteri di registrazione non uniformi.
Un modello nato per conciliare tempi
Flp ricorda che l’orario multiperiodale è disciplinato dall’articolo 22 del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle funzioni centrali 2016-2018. Nonostante siano trascorsi più di otto anni dalla sua introduzione nel comparto, l’istituto non sarebbe stato applicato in modo concreto e omogeneo negli uffici dell’Agenzia, anche perché la materia è affidata alla contrattazione decentrata.
In diverse sedi, soprattutto nelle aree metropolitane dove sono più limitati i servizi di sostegno per la cura dei figli o degli anziani, sono stati però sottoscritti accordi denominati “Progetto Figli” o “Orario di lavoro Figli”. La prima applicazione risale al 2015 nella Direzione provinciale di Milano; in seguito il modello è stato adottato anche in altre strutture territoriali e regionali.
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I vantaggi registrati negli uffici
Il sindacato considera queste intese un’esperienza positiva per la conciliazione tra attività professionale e responsabilità familiari. La loro applicazione avrebbe ridotto il ricorso a ferie, congedi parentali e part-time nei periodi di chiusura delle scuole, quando la presenza dei figli richiede maggiore assistenza.
Per gli uffici, inoltre, la programmazione consente di mantenere invariato il costo del lavoro e di disporre di una presenza certa nei periodi in cui è previsto il recupero. Il dipendente, infatti, anticipa una parte della prestazione invece di eliminarla, garantendo così le ore richieste quando il servizio ne ha bisogno.
La richiesta di un accordo nazionale
Dopo una fase iniziale di sperimentazione, l’orario per i dipendenti con figli si è progressivamente stabilizzato e avrebbe ricevuto il consenso sia del personale sia dell’amministrazione. Nel percorso, aggiunge Flp, hanno avuto un ruolo prima il Comitato per le pari opportunità e poi il Comitato unico di garanzia.
Ora il sindacato sollecita soluzioni tecniche immediate per le strutture che già utilizzano il sistema. In parallelo chiede di fissare un confronto negoziale con l’obiettivo di definire una disciplina organica e valida per tutte le sedi dell’Agenzia delle Entrate.
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