Aeroporti nel mirino: Teheran alza la posta sulle sanzioni Usa
Mohsen Rezaei avverte i Paesi vicini dopo l’ipotesi di stop per le compagnie iraniane annunciata da Scott Bessent.
La tensione tra Iran e Stati Uniti si sposta anche sugli scali regionali: Teheran ha lasciato intendere che eventuali restrizioni ai voli iraniani potrebbero avere un effetto a catena sugli aeroporti dei Paesi coinvolti. A formulare l’avvertimento è stato Mohsen Rezaei, che guida il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano.
L’avvertimento di Teheran
In un’intervista alla televisione di Stato, Rezaei ha detto che, se i Paesi vicini dovessero schierarsi con Washington impedendo i collegamenti iraniani, l’Iran reagirebbe in modo da mettere fuori uso i loro aeroporti. Il messaggio è arrivato mentre cresce la pressione legata alle misure economiche statunitensi.
La dichiarazione di Rezaei non è stata l’unico segnale della giornata. Sul fronte americano, infatti, è emersa la prospettiva di un blocco più duro per il comparto aereo iraniano, elemento che ha riacceso lo scontro politico e diplomatico tra le due capitali.
La scadenza indicata dagli Usa
Lunedì Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, ha sostenuto che tutte le compagnie aeree iraniane sarebbero obbligate a fermarsi il 23 settembre. Alla base di questa previsione ci sarebbe la minaccia di sanzioni secondarie contro i fornitori di servizi per l’aviazione.
Il quadro si inserisce in una fase di forte attrito iniziata sette mesi fa con il conflitto tra Stati Uniti e Iran. In questo contesto, il capitolo dei voli civili è diventato uno dei terreni più delicati della pressione economica esercitata da Washington.
Un braccio di ferro che coinvolge la regione
Le parole di Rezaei puntano anche ai Paesi vicini, chiamati in causa perché potrebbero trovarsi a dover scegliere se rispettare le richieste americane o mantenere i rapporti con Teheran. Proprio questa possibile collaborazione con gli Stati Uniti è stata indicata come il punto che farebbe scattare la risposta iraniana.
Per ora non risultano dettagli operativi sulle misure evocate da Teheran, ma il messaggio politico è chiaro: la disputa sulle sanzioni non riguarda più soltanto le compagnie aeree iraniane, bensì anche l’equilibrio dei trasporti nell’area.
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