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Attualità 1 min di lettura15 ott

Aden sotto attacco: missili sul palazzo e due guardie uccise

La coalizione saudita denuncia nuovi raid degli Houthi mentre ad Aden cinque missili colpiscono la sede del governo yemenita in esilio.

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha annunciato la distruzione di 127 depositi di missili appartenenti agli Houthi, individuati nelle zone montuose attorno a Sana’a. Il dato è stato comunicato a Riad da Turki al-Maliki, portavoce delle forze impegnate nel conflitto yemenita.

Secondo al-Maliki, i raid contro le strutture militari del gruppo filo-iraniano rientrano nella risposta alle minacce provenienti dallo Yemen. La coalizione sostiene di aver colpito in particolare i depositi di armamenti balistici utilizzati dagli Houthi nei pressi della capitale.

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La pressione Houthi colpisce l’Arabia Saudita

Il portavoce ha riferito che l’aeroporto internazionale King Khalid, a nord di Riad, è stato bersagliato 20 volte dagli Houthi dal primo ottobre. Le offensive compiute tra il 7 e l’11 ottobre avrebbero causato 17 morti e 333 feriti.

Al-Maliki ha definito i lanci contro gli scali sauditi una minaccia alla sicurezza dell’intera regione. Gli Houthi, da giorni, concentrano infatti le loro azioni contro obiettivi legati alle forze saudite impegnate nella guerra in Yemen.

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Cinque missili contro il palazzo di Aden

Ad Aden, roccaforte del governo yemenita in esilio, cinque missili hanno raggiunto il palazzo al-Maashiq, sede della presidenza del governo riconosciuto dalla comunità internazionale. Le autorità hanno chiuso le strade di accesso all’edificio dopo l’attacco.

Il premier Shaya al-Zindani e gli altri ministri sono rimasti illesi, secondo quanto riferito da al-Arabiya. Nell’attacco hanno perso la vita due guardie del capo del governo e altre sei persone sono rimaste ferite, come confermato da fonti yemenite a Sky News Arabia.

Gli Houthi hanno rivendicato il bombardamento. Il gruppo ha sostenuto di aver puntato contro il quartier generale interno al complesso presidenziale, accusandolo di coordinare le operazioni saudite contro le proprie forze. In una dichiarazione, i ribelli hanno affermato che l’azione rientra nella strategia di colpire gli obiettivi sauditi «ovunque si trovino».

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