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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

A Roma il ricordo dei quattro militari morti in Bosnia

Meloni e Crosetto hanno deposto rose al Circo Massimo, dove la cerimonia del 4 novembre è stata annullata.

Quattro persone sono morte e altre undici sono rimaste ferite nello schianto di un elicottero italiano avvenuto giovedì 29 ottobre a Gorice, nel nord-est della Bosnia. A Roma è stato allestito uno spazio per ricordare le vittime.

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Le cause ancora da accertare

Il velivolo, un CH-47F Chinook impegnato nell’operazione Eufor Althea, è stato ripreso mentre ruotava su sé stesso durante la discesa, prima di sparire dietro alcuni alberi. Le immagini non mostrerebbero fiamme o esplosioni durante la caduta.

Le condizioni atmosferiche non sembrano aver contribuito all’incidente: al momento dello schianto non pioveva, la visibilità era buona e il vento raggiungeva circa 5 km/h. Il ministro Guido Crosetto ha indicato l’ipotesi di un problema tecnico, ma saranno gli accertamenti e i racconti dei sopravvissuti a chiarire quanto accaduto.


I militari ricoverati

Nessuno degli undici feriti sarebbe in pericolo di vita. L’ambasciatrice italiana a Sarajevo, Sarah Castellani, si è recata in ospedale per verificare le loro condizioni e ha favorito un colloquio telefonico con il maggiore Gabriele Nori, pilota e comandante dell’elicottero, sopravvissuto alla caduta.

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Antonio Tajani, vicepremier, è rimasto in contatto con la rappresentante diplomatica italiana già dalla serata di giovedì. La sua presenza al Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo, era prevista nella giornata di venerdì 30 ottobre.


Il tributo alle vittime

Giorgia Meloni e Crosetto hanno raggiunto il Villaggio della Difesa e deposto un fascio di rose in memoria dei quattro deceduti. Le vittime sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, oltre ai volontari della Croce Rossa Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci.

La struttura era stata preparata per gli appuntamenti legati alla giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, fissata per il 4 novembre. Dopo la tragedia, il programma è stato modificato: l’inaugurazione prevista alle 14 è stata cancellata e l’area è diventata un punto di raccoglimento e vicinanza per i familiari dei morti e per i militari feriti.

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