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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bosnia, Chinook precipitato: quattro morti e undici feriti

Escluse le condizioni meteo: gli esperti valutano un possibile guasto a uno dei due rotori dell’elicottero

Quattro persone sono morte e altre undici sono rimaste ferite nello schianto di un CH-47F Chinook della missione Eufor Althea, avvenuto vicino a Brcko, in Bosnia. A bordo c’erano 15 persone.

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Le vittime e i superstiti

Tra le vittime figurano i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, insieme ai volontari della Croce rossa Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Il ministero della Difesa ha espresso cordoglio, mentre proseguono le operazioni legate all’incidente.

La sopravvivenza di undici occupanti è stata definita «quasi un miracolo», come ha ricordato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Le loro testimonianze saranno utili agli investigatori per ricostruire gli istanti precedenti alla caduta e capire che cosa sia accaduto a bordo.


Le prime ipotesi tecniche

Le immagini mostrano l’elicottero sollevarsi per circa dieci metri dall’aeroporto di Brcko, iniziare una rotazione anomala e poi schiantarsi al suolo. Il velivolo è andato distrutto nell’impatto, rendendo necessario l’esame dei resti per individuare eventuali tracce di un malfunzionamento.

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Secondo le prime valutazioni raccolte dagli esperti, l’ipotesi più accreditata è quella di un problema tecnico. Tra le possibilità considerate c’è il blocco di uno dei due rotori oppure un’inversione del suo senso di rotazione. Il movimento osservato nei filmati, descritto come un avvitamento anomalo, potrebbe essere compatibile con un guasto di questo tipo, ma non consente ancora di stabilire una causa certa.


Indagini ancora da completare

Al momento le condizioni atmosferiche non risultano all’origine dello schianto. Nel pomeriggio dell’incidente il cielo era nuvoloso, ma la visibilità non appariva compromessa; il vento soffiava a circa 5 km/h.

Per arrivare a una ricostruzione definitiva serviranno l’analisi del relitto e gli interrogatori degli undici feriti. Gli accertamenti potrebbero durare giorni, settimane o anche mesi: come è stato osservato nelle prime ore, «è troppo presto» per individuare con sicurezza la sequenza che ha portato alla caduta.

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