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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

A Parigi lavoratori e studenti in piazza per gli stipendi

La mobilitazione ha attraversato Parigi tra caro vita, stipendi fermi e sostegno degli studenti alle richieste dei lavoratori.

La Francia ha vissuto giovedì 5 novembre una giornata di scioperi e cortei convocata dai sindacati per chiedere aumenti salariali. A Parigi la manifestazione si è snodata da Place de la République a Place de la Nation, con la partecipazione dei lavoratori e il sostegno di gruppi studenteschi.

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Le richieste dei lavoratori

La rivendicazione principale riguarda il potere d’acquisto. Laurent Gomez, segretario nazionale della Cfdt, ha riassunto così la posizione dei sindacati durante il corteo: «Chiediamo una cosa sola, è molto semplice: l’aumento degli stipendi».

Romain Boilon, segretario generale della Cgt-Fapt, ha collegato lo sciopero al rincaro delle spese quotidiane. «In questo periodo tutto sta aumentando: l’energia, gli alloggi, i generi alimentari. Tutto tranne i salari, che sono bloccati da anni, sia nel settore privato che nel pubblico», ha detto, spiegando che la protesta nasce dal divario tra il costo della vita e le retribuzioni.

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La protesta dopo il corteo

Secondo Gomez, la mobilitazione serve a ottenere condizioni economiche migliori e a sollecitare il governo, accusato di non rispondere alle difficoltà avvertite dalla popolazione. Boilon ha invece sostenuto che una sola giornata di sciopero non sarà sufficiente: le richieste dovranno arrivare anche nei luoghi di lavoro, aumentando la pressione sui datori di lavoro ritenuti responsabili del mancato adeguamento degli stipendi.

Il dirigente della Cfdt ha attribuito ai giovani l’impulso iniziale alle proteste, ricordando che hanno scelto di agire senza attendere le elezioni presidenziali previste tra cinque mesi. Per Boilon, la partecipazione democratica non si esaurisce nel voto. «Oggi, c'è una tale emergenza sociale, ci sono difficoltà così gravi, che le persone sono costrette a scegliere tra continuare a lavorare così o mangiare».

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