8.227 denunce negli atenei Usa: l’allarme che torna al centro
Il bilancio del 2024 riporta in primo piano le violenze sessuali nelle università statunitensi, con il caso Cornell e forti differenze tra i singoli campus
Nel 2024 le università degli Stati Uniti hanno registrato 8.227 denunce di stupro. Il dato, elaborato dal Dipartimento dell’Istruzione, torna a far discutere dopo l’aggressione subita da una studentessa alla Cornell University.
A pesare non è soltanto il numero complessivo. Solo una parte molto limitata degli episodi segnalati si è trasformata in incriminazioni, procedimenti giudiziari o sanzioni interne agli atenei.
Numeri alti, poche conseguenze
Il bilancio restituisce la dimensione di un problema che attraversa i campus americani. Le denunce raccolte nel corso dell’anno sono migliaia, ma il percorso successivo per molte vittime non arriva a un’accusa formale né a un provvedimento disciplinare.
La distanza tra le segnalazioni e le conseguenze concrete è uno degli aspetti che alimentano il confronto politico. Per gli esponenti della destra, il fenomeno sarebbe legato a quello che definiscono estremismo progressista presente nelle università.
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Il campus dello Utah in testa
La distribuzione dei casi non è uniforme. Al primo posto tra le strutture citate figura un campus dello Utah, con 146 episodi denunciati nel 2024.
Di questi, 122 si sarebbero verificati nei dormitori universitari. Il dato concentra l’attenzione sugli spazi residenziali degli atenei, mentre il caso della Cornell University ha riportato il tema delle aggressioni di gruppo al centro del dibattito nazionale.
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