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7 ottobre, tre anni dopo: Gaza tra macerie e diplomazia fallita

Una ricostruzione documenta l’escalation iniziata il 7 ottobre 2023, tra vittime, crisi umanitaria, allargamento del conflitto e nuovi interrogativi politici

Il 7 ottobre 2026 segna tre anni dall’attacco di Hamas che ha aperto una fase di guerra destinata a cambiare radicalmente la Striscia di Gaza e gli equilibri regionali. Da allora, la risposta militare di Israele ha prodotto una devastazione estesa, un numero enorme di vittime e una crisi umanitaria sempre più grave, mentre ogni tentativo diplomatico è rimasto senza esito definitivo.


Una guerra diventata regionale

La cronologia ricostruisce gli avvenimenti partendo dalle ore concitate del 7 ottobre 2023 e seguendo l’evoluzione del conflitto attraverso una mappa interattiva e gli articoli pubblicati da Il Fatto Quotidiano. Il quadro comprende le operazioni israeliane nella Striscia, le conseguenze sulla popolazione civile e il progressivo aggravarsi delle condizioni sul territorio.

Nel corso dei tre anni, la guerra ha superato i confini di Gaza. Il confronto si è esteso al Libano e ha coinvolto anche l’Iran, aumentando il rischio di una crisi più ampia in Medio Oriente. Parallelamente, i mandati della Cpi sono rimasti disattesi e la diplomazia non è riuscita a raggiungere una soluzione stabile.

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I dubbi sul potere israeliano

Accanto alla sequenza militare e umanitaria, la ricostruzione affronta gli interrogativi sul comportamento del gabinetto di Netanyahu nelle ore che hanno preceduto l’attacco. Sono questioni che riguardano la gestione della sicurezza e le decisioni assunte prima dell’irruzione di Hamas.

L’attenzione si sposta infine sui progetti immobiliari di grandi dimensioni attribuiti al Board of Peace, presentati nel contesto di una Striscia profondamente trasformata dalla guerra. Il percorso unisce così il bilancio della distruzione, le responsabilità politiche ancora discusse e le prospettive legate alla ricostruzione.

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