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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

65 Paesi sotto esame: così la Luiss misura il rischio geopolitico

Il nuovo strumento dell’ateneo romano aiuta le imprese a valutare come tensioni internazionali, mercati e catene di fornitura possano cambiare le strategie aziendali.

Per le imprese italiane la geopolitica non è più soltanto lo sfondo delle decisioni, ma un fattore da valutare quando si scelgono mercati, fornitori e direttrici di crescita. A offrire una chiave di lettura aggiornata è il Geopolitical Risk Observatory della Luiss, rilanciato nel corso dell’incontro “Sistema Italia e rischio geopolitico: sfide e opportunità”, organizzato insieme a Intesa Sanpaolo.


Un indice per leggere l’instabilità

Il cuore dell’attività dell’osservatorio è il Geopolitical Risk Index, elaborato per sostenere le aziende nell’analisi delle dinamiche internazionali. Lo strumento prende in considerazione 65 Paesi e viene aggiornato ogni quindici giorni, così da restituire una fotografia periodica dell’evoluzione dei rischi.

Carlo Gallo, responsabile dell’indice, ha spiegato che la metodologia combina tre prospettive. Oltre ai fattori strutturali, destinati a modificarsi lentamente, vengono esaminati il quadro presente nei singoli Stati e la componente previsionale, che riguarda intenzioni e capacità operative degli attori geopolitici.


L’impresa deve diventare più autonoma

A guidare il Geopolitical Risk Observatory è Giampiero Massolo, secondo cui l’attuale fase non può essere interpretata come una difficoltà temporanea: «Non stiamo attraversando una crisi passeggera, ma un cambiamento di sistema strutturale». Il modello internazionale che per decenni ha favorito regole comuni e mercati accessibili, ha aggiunto, oggi appare sempre meno solido.

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Da qui la necessità di trasformare la geopolitica in una competenza stabile all’interno delle imprese. Paolo Boccardelli, rettore della Luiss, ha collegato questa esigenza alla formazione, sostenendo che capitale umano e competenze saranno decisivi per rafforzare resilienza, sicurezza economica e competitività del Sistema Italia, anche davanti alla transizione digitale e alle conseguenze dell’inverno demografico.

L’incontro si è tenuto nel campus Luiss di viale Pola, a Roma, ed è stato promosso dal Research Center Strategic Change “Franco Fontana”, struttura nella quale è nato l’osservatorio. Al centro del confronto sono finiti il riassetto degli equilibri mondiali e gli effetti prodotti su mercati, tecnologie, energia e catene del valore.

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