39 uscite italiane: chi salva il weekend e chi lo fa rimpiangere
Una doppia panoramica tra ritorni riusciti, intuizioni sorprendenti e brani che mettono a dura prova anche l’ascoltatore più paziente.
Il rientro dopo la pausa dedicata al Festival di Open porta con sé una selezione doppia e molto affollata. In mezzo a proposte riuscite, ritorni interessanti e qualche esperimento curioso, non mancano infatti canzoni capaci di trasformare l’ascolto in una prova di resistenza. Il bilancio, però, non è soltanto negativo: alcuni nomi hanno trovato una direzione convincente e meritano di essere messi in evidenza.
Gino Paoli guida i promossi
Tra i singoli più riusciti spicca Quando ti rivedrò di Gino Paoli, un brano di grande intensità che avrebbe dovuto coinvolgere anche Ornella Vanoni. Cesare Cremonini cambia passo con Paparazzi e si diverte a indossare un’attitudine più rock, mentre Willie Peyote affonda il colpo con Non c’è di che.
Anche Giorgio Poi, con Senza colori, lavora sulla scoperta e sulla meraviglia. Francesca Michielin prosegue invece il suo percorso tra questioni sociali, atmosfere da fiaba nera e richiami agli anni Ottanta. Sono convincenti pure E va bene così di Paola Turci, Ho chiesto aiuto di Margherita Vicario e Siamo in tanti di Emma Nolde, presenza ormai abituale tra le proposte più interessanti.
Album solidi e ritorni felici
Sul fronte dei dischi, Mustang mostra un Biagio Antonacci più libero rispetto a schemi e aspettative consolidate. Cicale di Malika Ayane e La paura in tasca di Anna Castiglia confermano due personalità importanti della scena italiana, mentre Chiara Galiazzo raccoglie diversi suoi successi in Nuova luce, EP che li ripropone con risultati convincenti.
Nell’area rap arriva Miria di 22simba, progetto che ha saputo attirare l’attenzione. Piace anche VM 18 de L’Officina della Camomilla, singolo dal ritornello particolarmente efficace. Più incerto il ritorno di Benji & Fede: Quando viaggi da sola sembra appartenere a una stagione del pop distante circa quindici anni, e non offre motivi sufficienti per tornarci.
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Le altre tracce da ascoltare
Il quadro positivo comprende Ciao Bella Italia di Eugenio in Via Di Gioia insieme al Piccolo Coro dell'Antoniano, capace di mettere in scena le contraddizioni del Paese con un tono giocoso. Tra le uscite da segnalare ci sono inoltre Monete e bottoni di Centomilacarie, Stadera dei 24 Grana, Quel che non ho più dei Perturbazione e Ahi, che giornata! di Angelica.
Completano questa parte della selezione Un giorno dopo l’altro di Nesli, Lentiggini di Settembre, Senza impegno di Flaco G feat. Guè, F di VillaBanks, Làbas dei Savana Funk e The Beautiful Glitch dei C’Mon Tigre. Roma Nerd de Le Medie, Se t’amo o no, Pt.2 di Syria feat. Fiori di Cadillac, Luoghi comuni di Lil Jolie e Passione di Fanali feat. Manuel Agnelli ampliano una rassegna molto varia per linguaggi e generi.
Alcuni ascolti diventano una sfida
La parte meno riuscita della tornata comprende Tutto di Ultimo, Amica di Annalisa e Madame, Lontano di Sfera Ebbasta, Ti ho cercata (felicità) di Sangiovanni e BBDV6? di Myss Keta. Considerati uno dopo l’altro, questi brani compongono una sequenza che mette seriamente alla prova la pazienza dell’ascoltatore.
Restano nel gruppo dei meno convincenti anche Formato non riconosciuto di Immanuel Casto, Sonno (non ce n’è) di Liede e Space di Yuman. La lista si chiude con In fondo a stare soli non c’è male di Moonari, Folcast e Neri per Caso: una panoramica che, tra intuizioni e passaggi più deboli, restituisce un’immagine molto disomogenea delle nuove uscite italiane.
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