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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

215 studenti feriti e licei sospesi: la Francia sotto pressione

Il premier Sebastien Lecornu denuncia il bilancio più pesante degli ultimi decenni e annuncia tre giorni dedicati al confronto democratico nelle scuole superiori

«È il bilancio più grave da decenni nel settore dell’istruzione per numero di dipendenti pubblici feriti», ha dichiarato il premier francese Sebastien Lecornu all’Assemblea Nazionale, mentre le proteste degli studenti delle scuole superiori continuano a intensificarsi.

Il bilancio comunicato dal governo comprende 215 studenti feriti, in gran parte dopo aggressioni, e 85 membri del personale scolastico, tra cui 34 presidi e vicepresidi. Lecornu ha collegato questi numeri alla decisione di destinare tre giornate al confronto interno nei licei.


A Parigi la protesta sfocia negli scontri

Nel frattempo, la manifestazione organizzata nella capitale ha registrato nuovi momenti di tensione. Sul Boulevard Voltaire, nei pressi di Place de la Nation, alcuni partecipanti hanno preso di mira una banca e il confronto con le forze dell’ordine è degenerato.

Secondo la Prefettura di polizia di Parigi, circa 300 manifestanti hanno cercato di avanzare contro gli agenti. La polizia ha utilizzato lacrimogeni e ha tentato di disperdere il gruppo, così da permettere al corteo di proseguire verso Place de la Nation.


Pietre contro gli agenti, cresce l’allerta

Durante gli scontri sono stati lanciati diversi oggetti. Alcuni manifestanti avrebbero inoltre rimosso frammenti di pietra dai gradini davanti ai negozi, usandoli poi contro le forze dell’ordine.

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Gli episodi si sono verificati nel terzo appuntamento della mobilitazione studentesca in Francia. Le autorità stanno cercando di contenere i disordini e di mantenere aperto il percorso previsto per la manifestazione.


Tre giorni per la democrazia nei licei

La sospensione delle normali lezioni scatterà da domani e comprenderà anche giovedì e venerdì. L’obiettivo indicato dal governo è consentire agli studenti di discutere e organizzare un momento di confronto democratico all’interno degli istituti.

Lecornu ha spiegato che il ministro dell’Istruzione Eduard Geffray ha scelto di liberare tempo nell’orario scolastico. «Ogni preside potrà dedicare del tempo alla democrazia interna all’interno del liceo», ha affermato il premier, illustrando la misura ai deputati.

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