4.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura8 ore fa

1.600 russi nel mirino dell’Ue: la stretta che irrita Mosca

I 27 ampliano le misure contro esponenti delle aree occupate e soggetti legati alla produzione militare, mentre Finlandia e Lituania chiedono ulteriori restrizioni

L’Unione europea amplia il fronte delle sanzioni legate alla guerra in Ucraina e inserisce circa 1.600 cittadini russi nelle proprie liste restrittive. La decisione riguarda sia figure politiche dei territori ucraini occupati sia persone e realtà collegate alla filiera militare, in una nuova pressione sul Cremlino.

La mossa dei 27 si accompagna a richieste diverse ma convergenti da parte di Finlandia e Lituania. Helsinki torna a proporre un blocco dei visti turistici per i cittadini russi, mentre Vilnius sollecita interventi più incisivi contro l’apparato d’intelligence vicino a Mosca.


La lista europea si allarga

Tra i destinatari delle misure compaiono rappresentanti politici delle zone dell’Ucraina sotto occupazione russa. Il loro inserimento nella lista europea segnala la volontà di colpire anche le strutture amministrative legate al controllo dei territori sottratti a Kiev.

Un secondo gruppo riguarda gli attori della catena militare. L’estensione coinvolge quindi soggetti associati alla produzione e al sostegno delle attività belliche, ampliando il perimetro rispetto alle sole figure istituzionali direttamente legate al potere russo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Visti e intelligence, il fronte dei falchi

La Finlandia rilancia intanto l’ipotesi di interrompere il rilascio dei visti turistici ai cittadini russi. Non si tratta, nel testo disponibile, di una nuova decisione comune già adottata dai 27, ma di una posizione che Helsinki porta nuovamente al centro del confronto europeo.

Dalla Lituania arriva invece la richiesta di rendere più severe le misure contro l’intelligence del Cremlino. Il tema aggiunge alla pressione economica e politica anche quella legata alle attività dei servizi russi, indicando un possibile ulteriore campo di intervento per l’Unione europea.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere