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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

14 miliardi alla difesa, opposizioni e Cgil all’attacco: «È follia

Il governo prevede nuove risorse per la spesa militare nel prossimo biennio, mentre Pd, M5s e sindacato denunciano tagli e priorità sbagliate su sanità, salari e servizi.

Oltre 14 miliardi di euro destinati alla difesa attraverso nuovo debito accendono lo scontro politico. Pd, M5s e Cgil contestano la scelta del governo Meloni, sostenendo che l’aumento della spesa militare arrivi mentre famiglie, imprese e servizi pubblici affrontano difficoltà sempre più pesanti.

La misura si inserisce nel Documento di finanza pubblica e sfrutta la clausola di salvaguardia europea. Secondo le critiche dell’opposizione e del sindacato, sarebbe l’unico grande capitolo destinato a crescere, mentre le altre voci verrebbero ridimensionate per riportare il deficit al 2,3% entro il 2029.


Schlein: «Servono cure e stipendi»

Elly Schlein ha definito l’intervento una scelta fuori dalle priorità del Paese. La segretaria del Pd ha richiamato le condizioni della sanità, il potere d’acquisto ridotto dall’inflazione al 4% e la necessità di rafforzare scuola, infrastrutture e servizi essenziali.

«Con la sanità allo stremo e gli stipendi troppo bassi mangiati dall’inflazione al 4%, pare che per Giorgia Meloni la priorità sia battere il record storico di aumento della spesa militare. Noi non ci stiamo, e ci opporremo», ha dichiarato Schlein. La leader dem ha poi contrapposto due diverse direzioni di spesa: secondo la sua impostazione, un eventuale governo di destra porterebbe la spesa militare al 5% del Pil, mentre il Pd punta a innalzare quella sanitaria fino al 7%.


Conte accusa: «È una follia»

Giuseppe Conte ha concentrato la sua critica sull’impatto della decisione sulle famiglie. A margine della cerimonia delle medaglie d’oro Libertas allo Stadio Olimpico di Roma, il presidente del M5s ha ricordato l’aumento dei prezzi del carrello della spesa, delle bollette e dei carburanti, insieme alla pressione fiscale elevata e alla crescita economica ancora molto debole.

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«Il governo cosa fa? Fa uno scostamento e trova 14 miliardi da mettere sulle armi di spesa aggiuntiva. È una follia», ha affermato Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle ha proposto di recuperare risorse dagli extraprofitti di banche e grandi gruppi energetici, per sostenere il reddito del ceto medio, aiutare le fasce più fragili e rilanciare le imprese.


La Cgil prepara la mobilitazione

Anche Christian Ferrari, segretario confederale della Cgil, ha contestato sia l’ammontare dell’incremento sia il modo in cui viene costruito il quadro dei conti pubblici. A suo giudizio, l’aumento militare sarebbe stato finanziato indebitando ulteriormente il Paese, mentre salari, pensioni, sanità, istruzione, casa e servizi pubblici rischierebbero di ricevere meno risorse.

Ferrari ha inoltre richiamato l’inflazione, tornata a crescere, e il drenaggio fiscale che negli ultimi anni avrebbe sottratto oltre 30 miliardi a lavoratori e pensionati, senza includere il 2026. La Cgil segnala anche i costi energetici elevati per le imprese, l’assenza di un piano pubblico capace di sostituire il Pnrr e l’avanzare della deindustrializzazione.

Per il sindacato, la prossima legge di bilancio rischia così di seguire la logica combinata di austerità e riarmo. La Cgil ha annunciato una manifestazione a Roma per il 17 ottobre con «La Via Maestra», iniziativa convocata contro una linea politica giudicata dannosa per i lavoratori e per le prospettive di crescita dell’economia.

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