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4 Zampe 3 min di lettura1 ora fa

Vasi torna a muoversi con una protesi alla zampa

L’orso indiano era rimasto ferito nel 2019 da un laccio illegale nel Karnataka: l’intervento è terminato nel settembre 2025.

Vasi, un orso labiato indiano, ha recuperato parte della mobilità grazie a una protesi applicata a una zampa anteriore. L’animale era stato soccorso nel 2019, dopo essere rimasto intrappolato in un laccio da bracconaggio nel distretto di Ballari, in Karnataka.

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Le ferite causate dal laccio

L’orso labiato, il cui nome scientifico è Melursus ursinus, vive nel subcontinente indiano ed è considerato vulnerabile dalla Lista Rossa dell’IUCN. La specie conduce soprattutto una vita notturna e si nutre in prevalenza di insetti, che recupera scavando nei termitai.

Le zampe anteriori gli servono anche per arrampicarsi, cercare alimento e muoversi su terreni diversi. Per questo, la perdita della funzionalità di un arto può compromettere attività indispensabili e rendere molto difficile la sopravvivenza in natura.

Nel caso di Vasi, la trappola aveva provocato lesioni permanenti a una zampa anteriore. I lacci utilizzati illegalmente per catturare altri animali non distinguono la specie che vi finisce dentro e possono causare danni così gravi da rendere necessaria l’amputazione parziale o completa dell’arto.


Il lavoro dei soccorritori

Dopo il salvataggio, Vasi è stato affidato a Wildlife SOS, organizzazione indiana impegnata nella tutela e nel recupero degli animali selvatici. Il gruppo aveva già seguito numerosi orsi labiati, compresi esemplari sottratti alla pratica degli “orsi danzanti”, costretti per lungo tempo a esibirsi davanti al pubblico.

Per anni i veterinari hanno seguito Vasi con trattamenti conservativi. In seguito, valutando le sue condizioni, hanno cercato una soluzione capace di aumentare la sua autonomia e di limitare gli effetti della postura alterata.

La progettazione del dispositivo è stata affidata a Derrick Campana, veterinario specializzato in apparecchi ortopedici per animali. Il professionista aveva già realizzato protesi per cani, gatti, cavalli e animali esotici, ma non aveva mai affrontato un caso analogo riguardante un orso labiato.

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Una protesi mai usata prima

L’applicazione è stata completata entro settembre 2025. Secondo Wildlife SOS, Vasi è il primo esemplare della sua specie ad avere ricevuto con successo una protesi, sia in India sia, per quanto documentato, nel resto del mondo.

L’adattamento non è stato immediato. Un orso di grandi dimensioni ha esigenze anatomiche e comportamentali diverse da quelle di un animale domestico e l’équipe ha dovuto procedere per gradi, osservando le reazioni di Vasi e modificando il dispositivo quando necessario.

L’uso dell’arto artificiale può alleggerire il carico sulle zampe rimaste sane, riducendo il rischio di problemi articolari legati a una distribuzione anomala del peso. Inoltre, consente all’animale di camminare, esplorare l’ambiente e svolgere con maggiore facilità comportamenti tipici della specie.


La minaccia del bracconaggio

La cattura illegale non rappresenta l’unico pericolo per gli orsi labiati: tra le altre cause di declino figurano la riduzione degli habitat e gli scontri con le comunità locali. In India la specie è tutelata dal Wildlife Protection Act dal 1972, ma le norme non hanno eliminato l’uso delle trappole né il commercio clandestino di parti animali.

Artigli, pelli e bile alimentano mercati illegali e possono trasformare una singola cattura in una condanna lunga e dolorosa. La storia di Vasi mostra anche quanto l’assistenza veterinaria specializzata possa incidere sul recupero degli esemplari che non sono più in grado di tornare allo stato selvatico.

L’orso continua a essere seguito nel distretto di Ballari. La sua protesi ha restituito una parte della capacità di movimento perduta e costituisce un precedente per eventuali interventi su altri plantigradi feriti.

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