Negli Usa più famiglie scelgono i gatti dei cani
Inflazione, abitazioni più piccole e famiglie urbane spingono la scelta felina, con effetti attesi anche sul mercato degli animali domestici.
Negli Stati Uniti, le famiglie che vivono con un gatto sono diventate più numerose di quelle che possiedono un cane. Il dato segnala un cambiamento nelle abitudini domestiche, legato ai costi, agli spazi disponibili e alla trasformazione della vita urbana.
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Perché prevale la scelta felina
Il confronto riguarda i nuclei familiari, non il numero complessivo degli animali presenti nelle abitazioni. I gatti, infatti, vengono spesso tenuti in coppia o in piccoli gruppi e da tempo possono risultare più numerosi dei cani come singoli esemplari; la novità riguarda il sorpasso tra le famiglie proprietarie.
L’aumento dei prezzi ha inciso sulle decisioni di molte persone. Mantenere un cane comporta spesso spese più elevate per alimentazione, visite veterinarie, pensioni durante i viaggi, addestramento, giochi e accessori. Un gatto tende invece a richiedere meno costi ricorrenti e maggiore autonomia nella vita quotidiana.
Anche gli alloggi hanno avuto un peso. Nelle grandi città statunitensi, tra cui New York, Los Angeles, Chicago e San Francisco, gli affitti sono aumentati mentre le abitazioni disponibili hanno metrature più contenute. Un felino può vivere in un appartamento senza giardino, non ha bisogno di uscire per i propri bisogni e crea in genere meno problemi di rumore per i vicini.
Nuove abitudini nelle città
La composizione delle famiglie americane sta cambiando. Sono in crescita le persone che vivono sole, i single e le coppie senza figli, soprattutto nei centri urbani: per questi nuclei il gatto offre compagnia senza richiedere una presenza costante o passeggiate quotidiane.
A sostenere questa preferenza contribuisce anche la cultura popolare. I felini occupano da anni uno spazio rilevante sui social, nei video, nei meme, nelle serie televisive, nei film d’animazione, nei libri e nei videogiochi. Questa esposizione ha rafforzato l’immagine del gatto come animale adatto a una vita più autonoma e condotta in ambienti ristretti.
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Come si osserva la tendenza
Nel settore viene utilizzata anche l’espressione “indice dei gattini” per indicare, in modo non ufficiale, il rapporto tra nuove adozioni, acquisti e ricerche in rete dedicate ai gatti rispetto a quelle sui cani. Non esiste tuttavia una definizione unica e riconosciuta per questo indicatore.
Il concetto viene seguito da allevatori, negozi specializzati, aziende alimentari, veterinari e compagnie assicurative. L’obiettivo è capire come cambiano le preferenze dei consumatori e quali prodotti o servizi potrebbero avere maggiore richiesta.
Effetti sul mercato degli animali
Il maggiore interesse per i felini può spingere la domanda di alimenti di fascia alta, comprese le formule biologiche, quelle senza cereali e le ricette pensate per esigenze specifiche. Nei negozi potrebbero trovare più spazio anche accessori destinati agli appartamenti, come strutture verticali, cucce compatte, fontanelle silenziose e lettiere automatizzate.
Un aumento delle famiglie con gatti potrebbe riflettersi anche sulle assicurazioni sanitarie e sull’attività degli ambulatori veterinari. I professionisti potrebbero dover seguire più pazienti felini e aggiornarsi sulle patologie tipiche della specie.
La maggiore richiesta può inoltre offrire ai rifugi e alle associazioni l’occasione per promuovere adozioni consapevoli. Il sorpasso dei gatti non indica però una perdita di affetto verso i cani: riflette piuttosto esigenze diverse e il modo in cui le famiglie organizzano oggi casa, tempo e spese.
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