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4 Zampe 3 min di lettura58 min fa

Vasi, la zampa artificiale che gli ha restituito una nuova vita

Ferito da una tagliola nel 2019, l’orso labiato indiano è oggi il primo della sua specie a utilizzare una protesi per tornare a muoversi e comportarsi quasi normalmente.

Oggi Vasi riesce di nuovo a camminare, scavare, arrampicarsi e giocare. Per un orso labiato indiano rimasto gravemente mutilato dopo essere finito in una tagliola, il recupero rappresenta un risultato eccezionale: grazie a una protesi, è diventato il primo esemplare della specie a ricevere un arto artificiale.

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La protesi ha cambiato il suo destino

L’animale era stato soccorso nel 2019 con la zampa posteriore sinistra devastata. La lesione, attribuita con ogni probabilità a una trappola collocata da bracconieri, gli impediva di distribuire correttamente il peso e rendeva dolorose anche le azioni più semplici.

Wildlife SOS lo ha accolto e seguito per anni, osservando le sue condizioni e cercando una soluzione che andasse oltre la gestione della disabilità. Un intervento tradizionale non avrebbe potuto ricostruire l’arto perduto, così il percorso ha portato alla collaborazione con Derrick Campana, esperto nella realizzazione di protesi destinate agli animali.

Il dispositivo doveva sostenere la notevole massa dell’orso senza appesantirlo, adattarsi al moncone e ridurre il rischio di sfregamenti o ferite. Dopo l’applicazione, Vasi ha imparato a utilizzarlo con sorprendente rapidità, recuperando attività essenziali per il benessere e il comportamento della specie.


Un animale dipendente dalle sue zampe

L’orso labiato, il cui nome scientifico è Melursus ursinus, vive nel subcontinente indiano ed è classificato come vulnerabile dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Le sue zampe gli servono per aprire i termitai, cercare cibo, salire sugli alberi e affrontare eventuali minacce.

La perdita di un arto, quindi, non comporta soltanto una difficoltà nel movimento. Può compromettere l’alimentazione, l’esplorazione dell’ambiente e la possibilità di esprimere comportamenti naturali. Nel caso di Vasi, l’assenza della zampa aveva limitato anche il gioco e reso ogni spostamento instabile.

Il recupero non restituisce all’orso la vita che avrebbe condotto in libertà, ma gli consente di vivere senza il dolore continuo e con una maggiore autonomia. Per gli operatori che lo assistono, la risposta alla protesi è andata oltre le previsioni iniziali.

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Il bracconaggio resta una minaccia

La vicenda richiama l’attenzione sull’uso delle tagliole, strumenti capaci di colpire senza distinzione qualsiasi animale che vi passi sopra. Quando non provocano la morte, possono causare amputazioni, infezioni e menomazioni permanenti; in alcuni casi le vittime vengono abbandonate senza possibilità di liberarsi.

In India la cattura, la detenzione e la vendita degli orsi labiati sono vietate, ma il traffico clandestino non è scomparso. Wildlife SOS opera anche contro il fenomeno degli orsi costretti a esibirsi per strada dopo essere stati addestrati con violenza, contribuendo al recupero di centinaia di esemplari.


Un precedente per le cure future

La protesi di Vasi costituisce un caso raro nella medicina veterinaria applicata agli animali selvatici. Interventi simili devono tenere conto della specie, del tipo di trauma, del carattere dell’animale e dell’ambiente in cui viene assistito: per questo non esiste una procedura identica valida per ogni situazione.

L’esperienza mostra però che il lavoro congiunto tra centri di recupero e specialisti può offrire alternative anche quando una lesione sembra irreversibile. Non tutti gli animali feriti potranno ricevere cure tanto complesse, ma il percorso di Vasi amplia le possibilità tecniche considerate praticabili.

A distanza di anni dal ritrovamento, l’orso può così usare nuovamente tutte e quattro le zampe. La sua storia nasce da un atto di bracconaggio, ma prosegue grazie al soccorso, alla riabilitazione e a una soluzione mai sperimentata prima su un orso labiato.

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