Gatto in forma, vita più lunga: come capire se pesa troppo
Costole, postura e abitudini quotidiane aiutano a individuare i chili in eccesso e a intervenire senza rischi per la salute del felino.
Rimettere il gatto in forma non significa privarlo delle attenzioni, ma offrirgli la possibilità di muoversi meglio, giocare più volentieri e mantenere una buona qualità di vita più a lungo. Il percorso richiede costanza, soprattutto da parte delle persone che vivono con lui, ma può trasformarsi in un investimento concreto sul suo benessere.
GioiaPura
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Tutta la famiglia deve collaborare
Il momento più difficile spesso arriva davanti alla ciotola vuota. Miagolii, sguardi insistenti e richieste ripetute possono spingere qualcuno a concedere uno spuntino aggiuntivo, compromettendo però il lavoro fatto nei giorni precedenti.
Per questo è necessario che ogni componente della famiglia conosca le regole stabilite. Anche un piccolo assaggio offerto dai bambini o un avanzo dato da chi non vuole “farlo soffrire” può alterare il piano alimentare. Un semplice registro, appeso in cucina, con pasti e premi giornalieri aiuta a capire quanto mangia davvero l’animale e a individuare le situazioni più a rischio.
Il peso forma non è solo estetica
Il problema è molto comune tra i gatti domestici dei paesi occidentali. Le stime indicano che il 19-29% degli esemplari sia in sovrappeso, mentre il 6-8% rientri nella categoria dell’obesità: in pratica, quasi un gatto su tre può avere un eccesso di peso.
Le ragioni raramente sono una sola. Porzioni troppo abbondanti, pasti non calibrati, vita sedentaria e sterilizzazione possono contribuire all’aumento. Nei gatti che vivono sempre in casa il consumo energetico tende inoltre a ridursi, mentre il cibo viene spesso utilizzato come principale dimostrazione d’affetto. Il cambiamento, sviluppandosi lentamente, può sfuggire a chi osserva l’animale ogni giorno.
Costole e silhouette danno i primi segnali
Il numero indicato dalla bilancia non basta per valutare la condizione fisica, perché la corporatura varia molto da una razza all’altra. Un controllo iniziale può essere fatto appoggiando le mani sui fianchi: in un gatto normopeso, le costole si percepiscono senza premere, attraverso un sottile strato di grasso. Se risultano difficili da individuare, è possibile che l’adipe sia aumentato troppo.
Anche la forma del corpo offre indicazioni utili. Vista dall’alto, la sagoma dovrebbe restringersi leggermente tra torace e fianchi; un profilo uniforme o arrotondato merita invece attenzione. Osservandolo di lato, l’addome non dovrebbe formare una massa pendente e pronunciata. Il veterinario può completare questa verifica con il Body Condition Score, una scala che permette di seguire in modo più preciso l’evoluzione della condizione corporea.
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I chili in più possono diventare malattia
L’eccesso di tessuto adiposo riduce la risposta all’insulina e aumenta il rischio di diabete mellito felino. Quando compare, questa patologia può richiedere una gestione quotidiana complessa, talvolta anche attraverso somministrazioni di insulina, con ripercussioni rilevanti sulla vita dell’animale.
Il sovraccarico pesa anche sulle articolazioni e può favorire artrosi, dolore e difficoltà nei movimenti. Un gatto che salta meno o rinuncia al gioco non sta necessariamente semplicemente invecchiando: potrebbe evitare attività che gli provocano fastidio. Tra le altre conseguenze associate al sovrappeso rientrano calcoli urinari, problemi respiratori, difese immunitarie meno efficienti e una possibile riduzione della durata della vita.
La dieta va cambiata con prudenza
Prima di ridurre le razioni è opportuno fissare una visita veterinaria. Il professionista può verificare il peso di partenza, stabilire un obiettivo realistico e valutare la presenza di eventuali condizioni mediche, compreso l’ipotiroidismo, che nei gatti è raro ma possibile. In base al singolo caso potrà anche indicare un alimento formulato per il controllo del peso.
Il dimagrimento deve procedere lentamente. Una perdita troppo rapida espone il gatto alla lipidosi epatica, una grave alterazione del fegato legata alla mobilizzazione eccessiva dei grassi. Le porzioni vanno quindi pesate con un misurino o una bilancia da cucina, mentre il veterinario dovrebbe controllare periodicamente l’andamento, in genere ogni quattro-sei settimane nella fase iniziale.
Movimento e pasti sotto controllo
Dividere la quantità quotidiana in più somministrazioni può aiutare a contenere la fame e a evitare che il gatto si abbuffi. È altrettanto importante eliminare gli extra non previsti, compresi bocconi dalla tavola, snack e aggiunte casuali di crocchette.
Il consumo energetico può aumentare attraverso attività brevi ma frequenti: giochi con bacchette e piume, puntatori luminosi e giochi che richiedono di cercare il cibo sono alcune possibilità. In una casa con più animali, le ciotole andrebbero gestite separatamente, così il gatto in sovrappeso non può consumare anche la razione dei compagni.
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