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Quando il cibo salva il legame tra persone e animali

A Lake Chapala, in Messico, distribuire una razione per cani o gatti significa spesso molto più che riempire una ciotola.

A Lake Chapala, in Messico, distribuire una razione per cani o gatti significa spesso molto più che riempire una ciotola. Per le famiglie in difficoltà, l’aiuto permette di tenere accanto a sé un animale che offre compagnia, conforto e affetto, mentre per i volontari diventa anche un’occasione per rafforzare i legami all’interno della comunità.

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Il cibo protegge una relazione

Il progetto Pet Food Bank Lakeside sostiene ogni mese più di 1.200 cani e gatti. I volontari preparano le razioni durante incontri settimanali, poi le dividono in base alle diverse comunità e le consegnano alle famiglie che ricevono già assistenza da FoodBank Lakeside, organizzazione che distribuisce pacchi con generi alimentari e beni essenziali.

Durante una giornata di distribuzione a Santa Cruz, Julie Wittmann ha attraversato il paese insieme a Steve Motenko, alla moglie Karen, alla nipote, a un’amica della ragazza e a Javier, residente del luogo che conosce personalmente molte delle famiglie coinvolte. Tra i destinatari c’erano persone anziane, malate, con disabilità e una donna completamente cieca. In diversi casi, il cane o il gatto rappresentava la presenza più costante nella loro vita quotidiana.


Le consegne diventano incontri

Le visite non avevano il carattere di una semplice distribuzione. Le persone conoscevano i volontari, li accoglievano con sorrisi e conversavano con loro; alcuni rapporti si erano consolidati nel corso degli anni. Anche i cani sembravano aver imparato a riconoscere l’arrivo delle automobili, soprattutto perché insieme al cibo arrivavano spesso anche alcuni bocconcini.

Un cane particolarmente entusiasta seguì le vetture per due o tre fermate, quasi volesse accompagnare il gruppo nelle consegne. Il momento strappò un sorriso a tutti, in una mattinata segnata anche da episodi più dolorosi. Una beneficiaria era infatti morta pochi giorni prima della visita, ma sua figlia aveva ricevuto la rassicurazione che il programma avrebbe continuato a fornire cibo al gatto rimasto in casa.


Da un lutto nasce un legame

Karen aveva conosciuto quella donna sei anni prima e, con il tempo, tra le due era nata un’amicizia. La signora le regalava talee delle sue piante e piccoli ricami fatti a mano per Natale: gesti semplici che avevano trasformato un aiuto pratico in una relazione personale.

La sua assenza non aveva cancellato ciò che aveva costruito. Restavano i ricordi di Karen, le piante condivise, i doni conservati e il gatto ancora da accudire. È anche per questo che Julie considera il sostegno agli animali un modo per difendere le famiglie, non soltanto per procurare loro del cibo.

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Julie ha iniziato da sola

Wittmann si era trasferita da Portland, in Oregon, nell’area di Lake Chapala e cercava un modo per aiutare gli animali del posto. Durante la pandemia di COVID-19 chiese ai veterinari locali quale fosse il bisogno più urgente: la risposta fu il cibo per animali domestici. I gruppi di soccorso temevano che alcune famiglie, non potendo più sostenere le spese, fossero costrette a cedere i propri cani o ad abbandonarli.

Julie acquistava sacchi da 25 chilogrammi, li riconfezionava personalmente e guidava fino ai villaggi per distribuirli. Quando le associazioni locali iniziarono a organizzare pacchi alimentari per le famiglie, collegò il proprio intervento a quello di FoodBank Lakeside. Oggi il progetto conta più di 20 volontari e riesce a preparare in meno di due ore il quantitativo necessario per un mese.


Educare per cambiare il futuro

L’attività non si limita alle consegne. Julie e i suoi collaboratori entrano anche nelle scuole per parlare ai bambini delle esigenze degli animali e dei comportamenti corretti da adottare. Il suo obiettivo è prevenire paura, incomprensione e maltrattamenti attraverso la conoscenza.

“Educare i bambini è particolarmente importante”, spiega Julie. Capire, per esempio, che un cane dall’aspetto insolito può avere la rogna e aver bisogno di cure consente di guardarlo con maggiore comprensione, invece di emarginarlo. La volontaria insiste anche sul fatto che non sia normale lasciare un cane legato tutto il giorno: i ragazzi devono sapere di cosa hanno bisogno gli animali e come la convivenza possa arricchire entrambe le parti.


Una rete che continua a crescere

Nel corso della distribuzione, anche la nipote di Steve e la sua amica hanno dato una mano. La loro presenza ha mostrato come il progetto coinvolga generazioni diverse e insegni ai più giovani che tempo, energia e gentilezza possono produrre effetti concreti.

Steve Motenko ha visto l’iniziativa passare dai primi sacchi riconfezionati da Julie a una rete capace di raggiungere oltre mille animali ogni mese. La sua forza, però, non sta soltanto nei numeri: famiglie, volontari, ragazzi e organizzatori hanno creato una comunità fondata sulla cura reciproca. Come riassume Julie, “crediamo che la mancanza di cibo non debba separare le famiglie dai loro animali”.

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