Circhi senza animali selvatici: l’Ungheria fissa la data, l’Italia rinvia
Dal 1° gennaio 2027 Budapest impedirà l’impiego di 25 gruppi di animali negli spettacoli circensi, mentre in Italia il divieto resta sospeso tra proroghe e decreti mancanti.
L’esperienza ungherese mostra che un circo privo di animali selvatici può diventare un obiettivo concreto, lasciando spazio alle esibizioni di acrobati, giocolieri e altri artisti. In Italia, invece, il percorso verso una disciplina analoga rimane ancora bloccato.
GioiaPura
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La svolta ungherese mette pressione all’Italia
Le associazioni ambientaliste italiane contestano da tempo ogni ulteriore rinvio, considerandolo una nuova limitazione della libertà degli animali. A complicare il quadro contribuiscono anche alcune pronunce del Consiglio di Stato, che hanno cancellato i divieti introdotti autonomamente da diversi Comuni perché la materia rientra nelle competenze dello Stato.
La Legge 106/2022 aveva previsto il superamento graduale dell’impiego di animali selvatici nei circhi. Tuttavia, i decreti necessari per renderla operativa non sono ancora arrivati e il Senato ha spostato il termine al 31 dicembre 2026, mantenendo inalterata l’attuale situazione per gli spettacoli circensi.
Budapest sceglie il divieto totale
La nuova normativa dell’Ungheria, approvata dal governo nelle scorse settimane, entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Il testo proibisce addestramento, riproduzione, compravendita e presenza in scena per 25 gruppi animali, compresi grandi felini, elefanti, primati e orsi.
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Le restrizioni riguardano anche gli ibridi fino alla quarta generazione. Restano fuori dal provvedimento soltanto gli animali domestici, tra cui cani, gatti e cavalli. La decisione è arrivata dopo anni di campagne delle organizzazioni ambientaliste e a pochi mesi dall’insediamento del Primo Ministro Péter Magyar.
Una transizione senza ricollocamenti forzati
Il passaggio al nuovo sistema non prevede trasferimenti immediati per gli esemplari già presenti nei circhi. László Gajdos, Ministro per l’Ambiente Abitativo ed ex direttore dello zoo di Nyíregyháza, ha spiegato che gli animali potranno restare nelle strutture fino alla fine della loro vita, senza essere più addestrati o mostrati al pubblico.
La riforma supera inoltre le norme precedenti, che lasciavano ancora margini per l’ingresso o il transito di animali provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea. A sostegno della scelta si è schierato anche József Richter Jr., direttore del Circo Nazionale Ungherese, disposto a ospitare nel Richter Safari Park l’elefantessa indiana Szandra, indicata come l’ultimo esemplare ancora utilizzato negli spettacoli del Paese, in un ambiente protetto e adeguato.
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