Latrati sotto terra: così un cucciolo ha evitato la morte
In Galizia un gruppo di camminatori ha seguito i deboli guaiti di un cane e lo ha estratto dal terreno: vicino a lui è stato trovato un fratellino morto.
La rapidità dell’intervento può decidere il destino di un cucciolo appena nato. In condizioni simili, anche poche ore senza ossigeno, calore, acqua o nutrimento possono provocare conseguenze irreversibili: per questo la tutela degli animali richiede attenzione concreta e responsabilità, non soltanto indignazione dopo episodi tanto drammatici.
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I cuccioli non possono sopravvivere da soli
Nei primi giorni di vita, i cani dipendono completamente dalla madre o dall’assistenza umana. Il loro organismo non riesce ancora a mantenere stabile la temperatura: l’esposizione al freddo può quindi causare un rapido abbassamento termico, rallentando la digestione e le funzioni cardiache fino a condurre il piccolo in uno stato di profonda debolezza.
Anche la privazione di latte e acqua diventa pericolosa in tempi molto brevi. Le ridotte riserve di zuccheri possono provocare ipoglicemia, con convulsioni, danni neurologici e arresto delle funzioni vitali. Se poi il cucciolo viene coperto di terra, alla mancanza di ossigeno si aggiungono il rischio di soffocamento e quello di gravi infezioni polmonari.
Il rumore che ha guidato i soccorritori
Proprio quei rischi si sono materializzati nella notte del 19 settembre, nella zona rurale di Xeve, in Galizia. Cinque persone dirette verso il santuario di Os Milagres de Amil, nel territorio di Moraña, hanno sentito provenire da una proprietà privata alcuni lamenti quasi impercettibili. Nel gruppo c’era anche un volontario dell’associazione animalista Ohana di Pontevedra.
Seguendo i guaiti, i camminatori hanno notato del terreno appena smosso ai piedi di un albero. Sotto quella massa di terra il cucciolo era ancora vivo e cercava di respirare. I presenti hanno chiesto aiuto a una persona che si trovava nell’abitazione vicina e sono riusciti a tirarlo fuori; subito dopo hanno avvisato le autorità, temendo che non fosse l’unico animale in pericolo.
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La scoperta del secondo cucciolo
Gli operatori del Seprona, il reparto della Guardia Civil specializzato nella protezione della natura, hanno controllato l’area e il recinto della proprietà. Qui si trovavano la madre e altri tre piccoli, apparentemente in condizioni accettabili. Le verifiche non si sono però limitate agli animali visibili.
Tornati nel punto del primo ritrovamento, gli agenti hanno individuato sotto il terreno il corpo ormai privo di vita di un altro cucciolo. Le ricerche estese nella zona non hanno fatto emergere ulteriori vittime. La sopravvivenza del cane recuperato è stata dunque resa possibile dai suoi versi e dall’intervento tempestivo dei passanti.
Il proprietario ora è indagato
Durante i primi accertamenti, una persona presente nella casa ha indicato nel figlio il proprietario dei cani. Contattato dai militari, l’uomo ha riconosciuto di avere interrato due cuccioli il giorno precedente, sostenendo però di averli creduti già morti. Saranno gli investigatori e l’autorità giudiziaria a verificare questa versione.
La Guardia Civil lo ha inserito nel registro degli indagati per maltrattamento animale e ha trasmesso gli atti alla magistratura spagnola. Gli altri cani non sono stati sequestrati, mentre la situazione del proprietario resta sotto esame.
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