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Orbetello, tartaruga liuto uccisa da una rete abbandonata

L’esemplare di 1,8 metri è stato recuperato il 9 ottobre sulla spiaggia della Feniglia, in provincia di Grosseto

Una tartaruga liuto lunga 1,8 metri è stata trovata morta il 9 ottobre sulla spiaggia della Feniglia, a Orbetello, nel Grossetano. L’animale era rimasto impigliato in alcune reti da pesca, secondo quanto riferito dall’associazione tartAmare, che ha segnalato e documentato il ritrovamento.

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La morte tra le reti

Le reti da posta vengono lasciate in acqua in posizione verticale per catturare i pesci. Quando si spezzano, vengono perse o sono abbandonate, possono continuare a funzionare senza il controllo degli operatori e intrappolare animali di specie diverse.

Questo fenomeno è conosciuto come pesca fantasma. I materiali sintetici resistono a lungo nell’ambiente marino e le reti possono continuare a catturare pesci, uccelli, cetacei e tartarughe anche per periodi prolungati. Per un rettile che deve tornare in superficie per respirare, l’impigliamento può provocare l’annegamento.


Un gigante del mare

La tartaruga liuto, il cui nome scientifico è Dermochelys coriacea, è la più grande tartaruga marina esistente. Non ha un guscio rigido come le altre specie: il dorso è ricoperto da una pelle spessa e flessibile, caratterizzata da sette creste longitudinali.

Questa struttura le consente di affrontare immersioni profonde e acque più fredde. La specie attraversa diversi mari durante le migrazioni tra le zone dove si alimenta e quelle di riproduzione; nel Mediterraneo arriva soprattutto per seguire le meduse, che costituiscono gran parte della sua dieta. Non nidifica abitualmente nel bacino.

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I rischi lungo le migrazioni

La mobilità della tartaruga liuto la espone a numerosi pericoli. Oltre agli attrezzi da pesca, tra le minacce figurano la plastica galleggiante, che può essere scambiata per cibo, le collisioni con le imbarcazioni e l’inquinamento luminoso vicino alle spiagge dove altre popolazioni depongono le uova.

Gli avvistamenti nel Mediterraneo sono irregolari, ma lungo le coste italiane vengono segnalati con una certa frequenza esemplari in difficoltà o già morti. La crescita lenta, la maturità sessuale tardiva e la perdita di animali a causa delle attività umane rendono ogni esemplare particolarmente rilevante per la conservazione della specie.


Il monitoraggio della costa

La spiaggia della Feniglia si trova in un’area di pregio naturalistico, tra pinete e dune affacciate sul Tirreno. Il caso segnalato da tartAmare mostra come anche una rete abbandonata possa avere conseguenze letali in un ambiente protetto e di grande valore ecologico.

Le associazioni e i volontari raccolgono informazioni sugli spiaggiamenti, fotografano gli animali e contribuiscono a individuare le possibili cause di morte. Chi trova una tartaruga marina viva in difficoltà o un esemplare sulla battigia deve avvisare le autorità marittime o le organizzazioni specializzate, senza toccarlo né spostarlo.

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