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Gattini orfani, il vizio che può diventare pericoloso: cosa fare

La dottoressa Paola spiega perché quattro fratellini cercano conforto succhiandosi a vicenda e come proteggerli senza separarli continuamente.

Perdere la madre a poco più di due mesi può spingere un gruppo di gattini a cercare nuove forme di conforto. È quanto accaduto a quattro fratelli, una femmina e tre maschi, che dopo la morte della madre hanno iniziato a succhiarsi reciprocamente, nonostante fossero già capaci di mangiare crocchette. La dottoressa Paola Cuevas chiarisce che il comportamento non indica necessariamente fame, ma va gestito con attenzione per evitare lesioni.

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Un riflesso legato al bisogno di conforto

La madre dei piccoli è morta a causa di una mastite. Prima dell’evento, i gattini avevano già cominciato ad assaggiare il suo cibo; dopo la perdita, però, tutti hanno iniziato a cercare il contatto con i fratelli attraverso la suzione. La proprietaria, Rita, ha provato a dividerli ogni volta che li sorprendeva, senza ottenere risultati duraturi.

La dottoressa definisce questa condotta suzione non nutritiva. Nei cuccioli rimasti senza madre può diventare insistente perché il gesto non serve soltanto ad alimentarsi: rappresenta anche un’abitudine rassicurante. Studi condotti su gattini orfani hanno documentato proprio la suzione tra fratelli e indicano una maggiore probabilità che compaia dopo la perdita della madre.


Meglio offrire un’alternativa sicura

Invece di concentrarsi esclusivamente sull’interruzione del comportamento, la veterinaria suggerisce di indirizzarlo verso un oggetto adatto. Esistono surrogati della madre pensati per i gattini: morbidi sostegni dotati di tettarelle artificiali, utilizzabili come punto dedicato alla suzione.

La soluzione deve essere resistente, lavabile e progettata per questo scopo. Non è consigliabile improvvisare con tessuti che possano perdere fili, disfarsi o venire ingeriti. Un’alternativa adeguata consente ai piccoli di soddisfare il bisogno di conforto senza rinunciare alla vicinanza e alle relazioni sociali con i fratelli. Come ha spiegato la dottoressa, il messaggio da trasmettere non deve essere “mai più”, ma piuttosto: «Questo è il posto giusto per farlo».


Quando la suzione richiede controlli

In alcuni gatti l’abitudine può durare anche dopo la crescita e rivolgersi a coperte, vestiti, materiali plastici, pelo, altri animali o persino alle persone. Di per sé può rimanere un rituale tranquillizzante, ma diventa rischiosa se l’animale mastica e ingoia stoffa o pelo, oppure se il compagno subisce irritazioni e ferite.

Particolare cautela serve quando la suzione interessa l’addome o, soprattutto, la zona genitale. Il gatto coinvolto può sviluppare arrossamenti, gonfiore, perdita di pelo, abrasioni e lesioni; eventuali difficoltà a urinare richiedono inoltre una valutazione veterinaria. Se necessario, il piccolo deve essere allontanato temporaneamente dal fratello che lo succhia e sottoposto a un controllo.


Gioco e reindirizzamento possono aiutare

Un oggetto sostitutivo, attività di gioco e stimoli adeguati possono ridurre gradualmente la frequenza del comportamento. Anche un intervento calmo e coerente, invece di separazioni continue e improvvise, può aiutare i gattini a orientarsi verso il loro spazio consentito.

Non è detto che tutti smettano del tutto. Alcuni animali conservano questa consuetudine per molti anni e continuano a cercare la propria coperta o il proprio oggetto preferito. L’obiettivo principale resta quindi la sicurezza: evitare che la suzione provochi danni e offrire ai quattro fratelli un modo appropriato per trovare conforto.

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