Gangjin, 70 cani evitano il macello: il conto alla rovescia è iniziato
L’intervento di Humane World for Animals ha portato settanta animali in Nord America, mentre Seoul si prepara a vietare definitivamente il commercio e il consumo di carne di cane.
Il salvataggio arriva a pochi mesi da una svolta destinata a cambiare il rapporto tra la Corea del Sud e i cani. A settembre 2026, 70 animali sono stati sottratti a un allevamento di Gangjin, nel sud del Paese, prima di essere trasferiti in strutture e famiglie di Stati Uniti e Canada.
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Settanta cani lontani dal macello
Gli animali si trovavano in un impianto destinato alla produzione di carne di cane, attività ancora consentita fino all’entrata in vigore della nuova normativa. L’intervento di Humane World for Animals ha interrotto il percorso che li avrebbe condotti alla macellazione.
Dopo il trasferimento oltre oceano, per i cani comincia una fase diversa: dovranno essere valutati, abituati a nuovi ambienti e, quando possibile, affidati a persone disponibili ad accoglierli. La rete organizzata tra rifugi, professionisti e famiglie adottive è essenziale per gestire un gruppo così numeroso.
Il divieto si avvicina
Il Parlamento sudcoreano ha approvato una legge che proibisce consumo, allevamento e vendita di carne di cane a partire da febbraio 2027. Il provvedimento segna il punto d’arrivo di un cambiamento sociale già visibile: soprattutto tra i più giovani, il cane è considerato sempre più un animale da compagnia e non una fonte di alimentazione.
Il passaggio non è stato privo di contrasti. Negli anni sono emerse opposizioni da parte di alcuni allevatori, mentre il confronto pubblico ha coinvolto generazioni e aree del Paese con sensibilità differenti. La riduzione della domanda, insieme alle pressioni internazionali, ha però accompagnato l’adozione del divieto.
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Dieci anni di interventi
Humane World for Animals lavora da circa un decennio per contrastare il consumo di carne di cane in Corea del Sud. Alle operazioni sul campo ha affiancato la documentazione sulle condizioni degli allevamenti, il dialogo con le autorità e iniziative di sensibilizzazione rivolte al pubblico.
L’organizzazione considera l’azione di Gangjin la conclusione di questa lunga missione. Con l’avvicinarsi di febbraio 2027, il lavoro potrebbe concentrarsi sulla verifica del rispetto delle nuove regole e sull’accompagnamento degli allevatori chiamati a interrompere o convertire la propria attività.
Una nuova vita da costruire
Per i 70 cani il salvataggio non coincide con la fine delle difficoltà. Animali cresciuti in allevamenti intensivi possono avere poca familiarità con le persone e con la vita domestica, mostrando timore, diffidenza o reazioni legate alla mancanza di socializzazione.
Le strutture nordamericane dovranno quindi esaminare le caratteristiche di ciascun soggetto e individuare il percorso più adatto, con il supporto di esperti del comportamento animale. L’obiettivo sarà accompagnarli verso un’adozione compatibile e trasformare un destino già segnato in una possibilità concreta di vita lontano dall’allevamento.
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