Funghi e cani, il rischio nascosto: cosa fare prima dei sintomi
Anche un esemplare trovato in giardino può causare un’intossicazione: riconoscere i segnali e agire rapidamente è essenziale.
Durante le passeggiate autunnali il guinzaglio può diventare una protezione importante, soprattutto nei prati e nelle aree boschive dove la pioggia favorisce la crescita dei funghi. Lo stesso vale per giardini e cortili: un cane curioso può ingerire un esemplare in pochi secondi, prima che il proprietario riesca a intervenire.
Non bisogna però lasciarsi rassicurare dall’aspetto tranquillo dell’animale. Se c’è il sospetto che abbia mangiato un fungo, è necessario contattare subito un veterinario, anche quando non presenta ancora disturbi evidenti.
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Il pericolo non riguarda solo il bosco
I funghi selvatici possono comparire in molti ambienti, compresi i terreni domestici dopo alcuni giorni umidi. Per questo il rischio non è legato soltanto alle escursioni in montagna o ai sentieri tra gli alberi: anche un prato familiare può nascondere specie dannose.
Stabilire a vista se un fungo sia innocuo non è sempre possibile, neppure per chi possiede esperienza. Colore, forma e dimensioni non offrono garanzie sufficienti, mentre il cane può annusare, mordere e ingoiare l’esemplare senza alcuna selezione istintiva delle specie sicure.
Anche i funghi normalmente consumati dalle persone non dovrebbero essere inseriti con leggerezza nell’alimentazione dell’animale. In caso di dubbio sull’introduzione di un nuovo alimento, è opportuno chiedere prima il parere del veterinario; gli esemplari raccolti in natura, invece, vanno considerati potenzialmente pericolosi.
I sintomi possono arrivare tardi
Le conseguenze dipendono dalle sostanze presenti nel fungo. In alcuni casi compaiono soltanto vomito, nausea e diarrea, mentre altre tossine possono compromettere il sistema nervoso, il fegato o i reni, con effetti gravi anche a distanza di ore o giorni.
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Tra i segnali da osservare ci sono salivazione abbondante, stanchezza improvvisa, scarsa reattività, tremori e convulsioni. Possono inoltre verificarsi diarrea con sangue, difficoltà respiratoria, perdita di coscienza o ittero, riconoscibile dalla tonalità giallastra delle mucose.
I disturbi non seguono necessariamente una sequenza fissa e non devono comparire tutti insieme. Un cane inizialmente vivace può peggiorare successivamente: attendere l’evoluzione del quadro prima di chiedere aiuto può quindi ridurre le possibilità di intervenire tempestivamente.
Le mosse da compiere subito
La prima telefonata deve essere rivolta al veterinario oppure a una struttura veterinaria d’emergenza. Se il professionista non è raggiungibile, si può contattare una clinica aperta ventiquattr’ore su ventiquattro; il veterinario potrà anche indicare eventuali centri antiveleni utili nella zona.
Non bisogna provocare il vomito senza una precisa indicazione medica: in determinate circostanze questa pratica può essere inadatta e aggravare il problema. Sono da evitare anche farmaci, rimedi domestici o cibo somministrati di propria iniziativa.
Se è possibile farlo senza esporsi a rischi, è utile conservare un frammento del fungo oppure scattare una fotografia nitida. Al veterinario serviranno inoltre l’orario approssimativo dell’ingestione e ogni informazione sui sintomi già comparsi, perché il tempo trascorso può orientare la valutazione clinica.
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