504notizie oggi Scopri i vantaggi
4 Zampe 3 min di lettura18 min fa

Cane sul marciapiede? A Pratola la sanzione arriva a 500 euro

L’ordinanza di Pratola Peligna impone di risciacquare l’urina dei cani negli spazi pubblici: le associazioni contestano costi, applicabilità e fondamento scientifico.

Una bottiglia d’acqua da portare con sé a ogni passeggiata potrebbe diventare indispensabile per i proprietari di cani a Pratola Peligna, in provincia dell’Aquila. Qui il mancato risciacquo dell’urina lasciata dall’animale sulle aree pubbliche può costare tra 25 e 500 euro. La disposizione comunale è stata impugnata davanti al TAR Abruzzo e il confronto supera ormai i confini del paese abruzzese.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


La regola comunale divide i proprietari

L’ordinanza impone a chi conduce un cane di versare acqua sulle deiezioni liquide dell’animale, ovunque si trovino in spazi pubblici. La sanzione non ha un importo predeterminato: l’intervallo previsto parte da 25 euro e arriva a 500, lasciando all’agente chiamato a verificare la violazione un margine significativo nella scelta della cifra.

La sindaca di Pratola Peligna ha difeso il provvedimento e ha escluso l’ipotesi di ritirarlo, definendolo un «segno di civiltà». Secondo l’amministrazione, le tracce di urina su strade e marciapiedi incidono sull’igiene e sull’aspetto degli spazi urbani; per questo il Comune considera necessario che l’acqua accompagni guinzaglio e passeggiata.


L’obbligo inciampa nella vita quotidiana

Le contestazioni non riguardano soltanto la severità della multa. Le organizzazioni animaliste sottolineano che nel territorio non sarebbero disponibili fontanelle pubbliche sufficienti per consentire ai cittadini di adempiere facilmente alla prescrizione. Da qui la critica a una regola ritenuta difficile da rispettare proprio per l’assenza degli strumenti necessari.

Anche il peso dell’obbligo può cambiare molto da una persona all’altra. Un anziano con problemi motori potrebbe faticare a trasportare più volte al giorno una bottiglia capiente, così come il proprietario di un cane di quaranta chili potrebbe dover gestire quantità di urina ben diverse rispetto a quelle prodotte da un animale di piccola taglia. Nel corso di una sola uscita, inoltre, un Labrador adulto può urinare più volte.


Il TAR dovrà valutare le contestazioni

Le associazioni hanno presentato un ricorso al TAR Abruzzo accompagnato dalla richiesta di sospendere subito l’efficacia dell’ordinanza. A loro giudizio, la misura sarebbe «irragionevole, sproporzionata e scientificamente inutile». La decisione cautelare e il successivo esame del merito potrebbero chiarire se l’intervento comunale rispetti i limiti imposti alle amministrazioni locali.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Uno dei punti sollevati riguarda la differenza tra urina e feci. In condizioni normali la prima viene descritta dai ricorrenti come un liquido sterile, mentre le seconde possono veicolare parassiti e batteri: per questo, sostengono, non sarebbe corretto applicare ai due casi lo stesso approccio. Viene inoltre contestato l’importo massimo della sanzione e l’efficacia sanitaria del risciacquo, che secondo i critici diluirebbe eventuali agenti patogeni senza eliminarli.


Una disputa destinata a ripetersi

Il caso riporta al centro il rapporto tra decoro urbano, tutela igienica e libertà dei proprietari. In Italia vivono circa sette milioni di cani e le regole sulla raccolta delle feci, sull’uso dei sacchetti e sull’accesso alle aree pubbliche sono ormai diffuse; l’estensione dell’obbligo all’urina apre però un terreno molto più controverso.

La questione non equivale a giustificare chi sporca i luoghi di passaggio. Il dubbio riguarda piuttosto l’efficacia di una sanzione elevata quando mancano infrastrutture adeguate e quando il comportamento richiesto può risultare complesso da attuare. Fontanelle, spazi verdi accessibili e distributori di sacchetti, insieme a multe commisurate alla violazione, vengono indicati come strumenti potenzialmente più utili per favorire comportamenti corretti.

Il pronunciamento del TAR Abruzzo non è ancora arrivato. Il suo esito potrebbe diventare un riferimento per altri Comuni interessati a introdurre regole analoghe, in un ambito nel quale il confine tra decoro e obblighi concretamente sostenibili resta ancora da definire.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere