Vacanze 2027, nove svolte per uscire dal copione
Nel 2027 scegliere una meta potrebbe non partire più dalla cartina, ma dall’umore, dal desiderio di stupire gli altri o dalla voglia di vivere qualcosa di mai provato.
Nel 2027 scegliere una meta potrebbe non partire più dalla cartina, ma dall’umore, dal desiderio di stupire gli altri o dalla voglia di vivere qualcosa di mai provato. Le nuove previsioni di Booking.com, giunte all’undicesima edizione, individuano nove tendenze accomunate da un’idea precisa: lasciare da parte i programmi rigidi e seguire inclinazioni personali, curiosità e sorprese.
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Prima viene lo stato d’animo
Per l’81% dei viaggiatori, la destinazione ideale dipenderà soprattutto dalle emozioni che si vogliono sperimentare. Riposo, entusiasmo, leggerezza o il bisogno di allontanarsi dalla routine potrebbero quindi orientare la scelta più del Paese o della città da visitare. Il 76% degli intervistati prenderebbe in esame strumenti capaci di proporre luoghi coerenti con il proprio stato d’animo.
La personalizzazione potrebbe spingersi ancora oltre grazie all’intelligenza artificiale e ai dati personali. Tra le persone della Generazione Z, il 76% sarebbe disposto a condividere informazioni provenienti da telefono, orologio intelligente e indicatori emotivi per ricevere suggerimenti su misura; tra i nati nella generazione dei baby boomer, invece, la percentuale scende al 36%.
Anche la formula tutto compreso potrebbe essere ripensata. Il 66% vorrebbe pacchetti modificabili, dai quali togliere i servizi non desiderati, mentre il 67% segnala che cambiamenti legati a benessere, alimentazione e stile di vita hanno già inciso sulle proprie decisioni di viaggio. Per il 58%, inoltre, le esigenze alimentari possono determinare la scelta di un albergo o di una destinazione.
L’intelligenza artificiale entra in ferie
Il ritorno al lavoro pesa già durante le ultime ore di vacanza per il 58% delle persone coinvolte nello studio. Il 38% porta con sé il computer portatile per controllare la situazione professionale, ma in futuro una parte di queste incombenze potrebbe essere affidata all’intelligenza artificiale.
Il 64% sarebbe interessato a delegare alla tecnologia alcune attività lavorative durante l’assenza, mentre il 43% si fiderebbe di lei per gestire messaggi di posta elettronica e pratiche amministrative. Un altro 44% utilizzerebbe l’IA per recuperare gli aggiornamenti al rientro e provare a ricavare una giornata supplementare di libertà.
Il benessere potrebbe cominciare già durante il volo. L’89% accetterebbe un viaggio intercontinentale lungo se questo consentisse di arrivare più riposato. Tra le richieste figurano indicazioni sulla caffeina pensate per favorire il sonno, desiderate dal 33%, illuminazione per limitare gli effetti del cambio di fuso orario, indicata dal 20%, e prodotti per la cura della pelle, scelti dal 19%. Il 24% vorrebbe inoltre zone silenziose riservate agli adulti.
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Viaggiare per sorprendere
Non tutte le partenze nasceranno da una scelta condivisa. Il 36% degli intervistati considera più stimolante una meta capace di stupire amici e parenti: il viaggio diventa così anche un modo per mostrare un lato inatteso di sé e tornare con un’esperienza che nessuno aveva previsto.
La dimensione collettiva, tuttavia, resta importante. Organizzare una vacanza con altre persone può creare contrasti, soprattutto sul piano economico: il 51% racconta di aver discusso per il budget e il 38% è arrivato a escludere qualcuno dal viaggio. Tra i genitori, il 61% desidererebbe invece partire senza figli, pur confermando l’interesse generale per le esperienze di gruppo.
Anche chi viaggia da solo potrebbe trovare compagnia lungo il percorso. Il 66% delle persone partite individualmente afferma di aver costruito amicizie o rapporti duraturi grazie ad attività fisiche condivise, come le escursioni. La partenza in solitaria, dunque, non esclude la possibilità di sentirsi parte di una comunità.
Tra mistero e legami da ritrovare
Nel 2027 potrebbe crescere l’interesse per luoghi associati a fenomeni inspiegabili, storie di fantasmi e interrogativi sull’aldilà. Il 65% dei viaggiatori si dichiara incuriosito da questo tipo di esperienza; il 48% parteciperebbe a iniziative con la speranza di entrare in contatto con persone scomparse e il 50% vorrebbe esplorare domande legate all’esistenza. Anche in Italia, con i suoi borghi e percorsi esoterici, non mancano possibili destinazioni.
Infine, una vacanza condivisa potrebbe diventare uno spazio per affrontare questioni delicate all’interno della coppia. Il 47% considera il viaggio una possibile alternativa alla consulenza relazionale, mentre l’81% ritiene che svolgere attività insieme possa rendere più semplice il dialogo e aiutare a parlare con maggiore sensibilità di temi difficili.
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