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Sentiero Italia, cinque tappe tra boschi e paesaggi autunnali

Dalla Sardegna alla Sicilia, passando per Appennini e Liguria: percorsi con distanze e dislivelli molto diversi

Il Sentiero Italia propone cinque itinerari adatti all’autunno, tra foreste, rilievi e panorami sul mare.

Nel Supramonte sardo, la Foresta demaniale di Montes conserva grandi lecci sempreverdi insieme a tassi, agrifogli, aceri trilobi e corbezzoli. Una delle tappe parte dal bivacco di Sa Senepida e termina alla caserma forestale di Montes dopo 15 chilometri, con un dislivello prevalentemente negativo.

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Dalla Sardegna alle Madonie

Il cammino attraversa il territorio vicino a Orgosolo e raggiunge la sorgente di Funtana Bona, prima di salire sul Monte Novo San Giovanni, a 1316 metri. Da qui la vista si apre sul Supramonte; in autunno, la foresta mantiene soprattutto i toni verdi della vegetazione mediterranea, invece di trasformarsi completamente come le faggete appenniniche.

Anche la Sicilia offre una tappa impegnativa nel Parco delle Madonie. Il percorso da Scillato a Piano Battaglia misura 18 chilometri e supera un dislivello positivo di 1700 metri, fino alla stazione sciistica posta a 1503 metri di quota.

Si parte dall’entroterra palermitano, in un borgo di circa 500 abitanti, e si passa vicino al Cozzo di Castellazzo e al Monte Fanusi. Il tracciato attraversa poi la valle tra Pizzo Colla e Cozzo Piombino, compie un tratto attorno al Monte Mufara e arriva al rifugio Giuliano Marini. Faggi, agrifogli e roverelle accompagnano la salita con colori che vanno dall’arancio all’oro.


Un cammino lungo quasi 8.000 chilometri

Il Sentiero Italia collega tutte le regioni del Paese e comprende 527 tappe, per una lunghezza complessiva di quasi 8.000 chilometri. Il percorso va da Santa Teresa di Gallura, in Sardegna, a Muggia, vicino a Trieste, oppure può essere affrontato nella direzione opposta.

L’idea è nata negli anni Ottanta, ha preso forma nel decennio successivo ed è stata inaugurata nel 1995. Negli ultimi anni il CAI, Club Alpino Italiano, ha recuperato e rilanciato l’itinerario, segnalandolo con i tradizionali simboli biancorossi e con la sigla “SI”.

Non è necessario affrontare l’intero tragitto: si può scegliere una sola frazione oppure collegare più tappe in alcuni giorni. Il periodo migliore cambia in base alla zona; il Centro Italia dà il meglio nei mesi dei boschi colorati, mentre Sud e isole beneficiano di temperature generalmente più miti.

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Le tappe tra Liguria e Abruzzo

In Liguria, il tracciato segue l’Alta Via dei Monti Liguri e comprende il tratto tra il Colle di Melogno e il Giogo di Giustenice. Sono circa 8 chilometri e mezzo, con un dislivello contenuto e quote sempre superiori ai 1000 metri.

Il percorso attraversa la Foresta demaniale della Barbottina, dove alcuni faggi raggiungono i 50 metri. Lungo il cammino si incontrano anche i fortilizi abbandonati di Tortagna e Merizzo, il Piano del Lupo e gli scorci ai piedi del Monte Carmo di Loano.

Tra Toscana e Romagna, invece, una delle frazioni più interessanti si sviluppa da Badia Prataglia al Passo della Calla, nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi. La distanza arriva a circa 17 chilometri, mentre la salita complessiva è vicina ai mille metri e la quota massima tocca i 1500 metri.

Il rientro richiede una certa organizzazione: si può percorrere il sentiero al contrario oppure utilizzare i collegamenti dal Passo della Calla verso Stia e Santa Sofia. Lungo il tragitto si passa dall’Eremo di Camaldoli e dal Poggio Scali, tra faggi, castagni e querce che in autunno cambiano rapidamente colore.

In Abruzzo, la tappa P02 unisce Pescasseroli e Barrea attraverso la Val di Sangro. È un itinerario di 26 chilometri e mezzo, con poco più di mille metri di dislivello, che attraversa il Parco Nazionale d’Abruzzo e arriva sulle rive del Lago di Barrea.

Il percorso passa vicino agli abitati di Opi e Civitella Alfedena, oltre che a Pescasseroli. Le faggete del parco, riconosciute dall’Unesco come patrimonio mondiale nel 2017, comprendono esemplari che possono avvicinarsi ai 600 anni di età.

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