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Viaggi 3 min di lettura1 ora fa

Rodopi, i Villaggi Pomacchi tra moschee e ponti antichi

Tra gole e versanti dei Rodopi, borghi musulmani conservano lingue, abiti, ponti antichi e ricette della tradizione

I Villaggi Pomacchi mostrano un volto poco conosciuto della Grecia, tra montagne, moschee, abitazioni storiche e usanze tramandate nel tempo.

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Le acque termali di Thermes

A Thermes, chiamata Ladzha nella tradizione locale, l’interesse principale è legato alle sorgenti calde, utilizzate da generazioni per i bagni terapeutici. Le acque sgorgano a temperature comprese tra 40 e 53 °C e alimentano vasche e strutture dedicate alla balneazione.

Nei pressi di Kato Thermes si trova anche un reperto più antico delle costruzioni termali di epoca ottomana. Un grande masso presenta infatti un rilievo di Mitra, divinità di origine iranica venerata anche in epoca romana.


Campi e tabacco a Satres

Satres racconta il legame della comunità con l’agricoltura. Il paese è circondato da terreni coltivati e pendii montani, in un’area che per molto tempo ha basato la propria economia sui prodotti della terra.

Tra le colture più rilevanti c’era il tabacco basma, una varietà aromatica che contribuì allo sviluppo commerciale del territorio di Xanthi. Le strade del villaggio attraversano ancora un paesaggio segnato da campi e versanti.


Lingua e identità pomacca

I Pomacchi possiedono la cittadinanza greca, ma la loro cultura riunisce elementi diversi. Accanto al greco e al turco è rimasto il pomacco, varietà slava collegata ai dialetti dei Rodopi; anche il modo di definire la propria appartenenza non è uguale per tutti, tra chi valorizza le origini locali e chi si sente più vicino all’identità turca.

Per molti anni l’area fu sottoposta a controlli militari e gli spostamenti furono sottoposti a forti restrizioni. Le limitazioni vennero cancellate soltanto a metà degli anni ’90, dopo un lungo periodo di isolamento geografico e politico che ha inciso sulla vita quotidiana degli abitanti.


I borghi lungo i Rodopi

A Sminthe, nota anche come Sminthi, le case seguono l’andamento delle strade e del terreno. La moschea bianca spicca tra i tetti e il verde della montagna, mentre il fiume Kosynthos scorre verso il lago Vistonida. Nei dintorni, antichi tracciati collegano diversi insediamenti e uno di essi conduce verso Oraio passando sul ponte in pietra di Stamatis.

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Myki è invece uno dei centri più animati della zona. Durante feste e celebrazioni alcune donne indossano ancora abiti tradizionali con stoffe vivaci, motivi ornamentali e copricapi colorati; i foulard risaltano tra le facciate e testimoniano la permanenza di una cultura tessile che le nuove generazioni hanno affiancato a stili di vita differenti.

Echinos è uno degli abitati pomacchi più grandi nei dintorni di Xanthi e presenta una struttura urbana più articolata rispetto ai villaggi minori. Le sue moschee storiche ricordano la presenza musulmana radicata nella regione. Il paese conserva anche la memoria dei combattimenti dell’aprile 1941, quando la zona fu coinvolta nella difesa della Grecia dall’invasione tedesca: un monumento ricorda i caduti cristiani e musulmani.

A Glafki la strada procede tra gole e pendii coperti di boschi. Le abitazioni si adattano ai dislivelli, mentre lingua, abiti e feste comunitarie costituiscono alcuni degli elementi più riconoscibili della cultura locale. In particolare, i foulard di seta dai colori accesi completano l’abbigliamento femminile tradizionale e diventano più visibili durante le celebrazioni.

Pachni si trova a circa 770 metri sui versanti occidentali dei Rodopi. Le montagne circondano le case, i percorsi seguono la conformazione del terreno e i piccoli caffè continuano a essere luoghi di ritrovo. Fuori dall’abitato il terreno è più aspro, con cavità naturali e formazioni rocciose come Momtski Kamen, conosciuta anche come Roccia delle ragazze.

Medousa conserva un ponte in pietra a due archi, costruito per superare il fiume Kompsatos. Il paese è immerso in un ambiente di pendii ripidi, vegetazione fitta e corsi d’acqua che hanno modellato il territorio.

Da Medousa, dopo circa 7 chilometri di strada montana, si raggiunge Kotani, chiamata anche Kottani. Il villaggio conta meno di 30 abitazioni, alcune delle quali risalgono a oltre 200 anni fa: molte sono costruite su due piani, con muri in pietra, elementi lignei e tetti coperti da tegole.

In una delle vecchie case di Kotani è stata ricavata una taverna-museo che unisce cucina locale e oggetti della vita domestica. Qui si possono assaggiare il patatnik, preparato con patate grattugiate, e il parenik, a base di farina di mais.

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