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Viaggi 2 min di lettura15 ott

Ramses II riappare nel Delta: due colossi sepolti sotto un campo

A Behbeit el-Hagar sono emerse due statue monumentali e un’iscrizione in granito rosa che potrebbe ricondurre l’intero complesso al celebre faraone.

La campagna di studio sul sito di Behbeit el-Hagar non si fermerà ai reperti già recuperati. Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto, ha annunciato che le attività continueranno per individuare altri frammenti e chiarire il rapporto tra le statue, il blocco inciso e l’area del ritrovamento.

Il collegamento tra i manufatti non è ancora dimostrato in modo definitivo, ma gli elementi raccolti indicano la possibile presenza di un unico complesso monumentale legato a Ramses II.

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Il granito rafforza l’attribuzione

Tra i reperti rinvenuti, un blocco di granito rosa potrebbe offrire agli archeologi l’indizio più utile. Misura circa 1,30 metri ed è stato trovato a un metro circa a nord della seconda statua.

Sulla pietra si distinguono due formule della titolatura regale: “Nesu Bity”, riferita al sovrano dell’Alto e del Basso Egitto, e “Sa Ra”, cioè figlio di Ra. Queste espressioni precedevano rispettivamente il nome assunto dal faraone all’incoronazione e quello di nascita; in questo caso rimandano a Ramses II e rendono più solida l’ipotesi sull’identità della seconda figura.


Due statue oltre ogni previsione

Il primo colosso è arrivato fino a noi soprattutto attraverso una testa alta circa 1,60 metri. Il volto è accompagnato dalla doppia corona, emblema dell’unificazione tra Alto e Basso Egitto, mentre il frammento del pilastro posteriore conserva il nome di Horus del sovrano: “Hor Ka Nakht Meri Maat”.

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Le proporzioni permettono di stimare che l’opera, inclusa la base oggi scomparsa, raggiungesse in origine circa 8,5 metri. La seconda statua è meglio conservata, nonostante l’assenza delle gambe e del basamento: il tronco misura 2,40 metri e mostra il faraone con il nemes, il copricapo rigato tipico della regalità egizia.

Anche la testa della seconda figura è stata recuperata. Il viso presenta tratti nitidi e appare molto simile a quello dell’altro frammento; gli specialisti la collegano con ogni probabilità a Ramses II, ma attendono ulteriori verifiche prima di considerare l’identificazione acquisita.


Un ritrovamento nato per caso

L’area si trova a Behbeit el-Hagar, villaggio del governatorato di Gharbia, nel Delta del Nilo. La scoperta è avvenuta durante lavori agricoli svolti da un abitante su un terreno di sua proprietà, davanti alla propria abitazione: un attrezzo ha colpito una pietra decorata da incisioni.

L’uomo ha segnalato immediatamente il rinvenimento agli uffici locali delle antichità. Dopo gli accertamenti preliminari, che hanno confermato l’antichità del materiale, e la conclusione degli adempimenti previsti, il Consiglio Supremo delle Antichità ha inviato una commissione e una squadra specializzata per uno scavo d’emergenza. Le operazioni hanno portato alla luce le due statue reali monumentali e il blocco con i geroglifici.

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