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Viaggi 3 min di lettura6 giorni fa

Peillon, il borgo di pietra che domina la Costa Azzurra

Tra vicoli medievali, cappelle affrescate e sentieri panoramici, il paese arroccato vicino a Nizza mostra un volto sorprendente e ancora molto ben conservato.

La parte più inattesa di Peillon non è la sua posizione arroccata, ma la quantità di tracce storiche che si incontrano appena ci si allontana dalle sue case più note. Dalla cappella dei Penitenti Bianchi agli affreschi dell’antica scuola, fino ai percorsi che risalgono la montagna, il borgo offre un insieme compatto e ricco di testimonianze.


Un villaggio sospeso tra pietra e memoria

A circa 13 chilometri da Nizza, il paese compare all’improvviso lungo la salita che si stacca dalla Riviera e risale la valle del Paillon. Peillon si trova a 376 metri di quota, costruito su uno sperone roccioso che gli ha dato un profilo quasi difensivo.

Vista dal basso, la sua sagoma richiama davvero un “nido d’aquila”: le abitazioni sembrano incastrarsi una nell’altra, mentre muri, archi e gradini disegnano una specie di spirale sulla pendenza. Nel comune, oltre al nucleo antico, rientrano anche Borghéas, Châteauvieux, Les Mazues, Sainte-Thècle, Les Moulins e Les Novaines.


Le tappe del centro storico

La fontana di Place Arnulf è uno dei primi elementi che si incontrano entrando nel vecchio borgo. Risale al 1800 ed è stata inserita nell’inventario dei Monumenti storici nel 1941; per il basamento furono riutilizzate pietre provenienti dall’antico portale del villaggio.

Poco distante si leggono ancora i segni della vecchia porta fortificata, con resti degli stipiti e delle cerniere in ferro. Da lì in poi il centro storico mostra la sua struttura più tipica: scale ripide, calades strette, passaggi coperti e abitazioni addossate le une alle altre per sfruttare ogni metro disponibile.


Chiese, affreschi e piccole cappelle

Sulla parte alta del paese si incontra la chiesa parrocchiale di Saint-Sauveur, nota anche come chiesa della Trasfigurazione. Alla base dell’edificio sopravvivono elementi dell’antica costruzione fortificata, e il mastio quadrato del castello fu trasformato in campanile a partire dal XII secolo.

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Più in basso, la cappella Notre-Dame des Sept Douleurs, detta pure cappella dei Penitenti Bianchi, conserva uno dei nuclei artistici più preziosi di Peillon. L’edificio, databile alla metà del XV secolo, custodisce un ciclo di affreschi di Giovanni Canavesio eseguito tra il 1485 e il 1490 e dedicato alla Passione di Cristo; dal 2000 è classificato come Monumento storico.


Dal borgo alle attività all’aperto

Anche fuori dal centro antico il territorio racconta molto della sua storia. Restano oratori, calvari e cappelle minori, tra cui quella di Saint-Roch, risalente al 1580 e restaurata nel 2004, oltre a un ponte genovese che accompagna il cammino verso Peille, nel vallone del Galambert.

Nel vecchio edificio scolastico di place de la Gleià si conserva invece “Lux in tenebris”, affresco realizzato nel 1952 da Charles Rocher de Gérigné; la scuola rimase in funzione fino al 1956. Chi vuole spingersi oltre può seguire i sentieri attorno al villaggio, affrontare il percorso della Lourquière, lungo circa 11 chilometri, oppure scoprire canali, sorgenti di Sainte-Thècle e vecchi mulini idraulici.


Come arrivare e cosa aspettarsi

Peillon si trova nelle Alpi Marittime, in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, mentre Sainte-Thècle funge da centro amministrativo nella valle. In auto si arriva da Nizza risalendo il Paillon e poi la viabilità locale che porta verso l’abitato antico; una volta lasciata l’auto, il borgo va percorso a piedi.

Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Peillon-Sainte-Thècle, sulla linea Nice-Breil-Tende. Da lì si capisce bene il contrasto tra la valle e il paese più in alto: la distanza verticale è forte, ma è proprio questa differenza a rendere Peillon così riconoscibile e scenografico.

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