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Libera 2, il mistero di Trieste: dove è stata girata la fiction Rai

La nuova stagione con Lunetta Savino attraversa tribunali, piazze sul mare e borghi friulani mentre la giudice Orlando affronta un femminicidio dagli sviluppi inattesi.

Trieste non è soltanto lo sfondo della seconda stagione di Libera – Il caso Elena Palma: la città accompagna le indagini, i rapporti familiari e i segreti che tornano a galla nella vita della protagonista. La fiction Rai, in onda su Rai 1 da domenica 25 ottobre 2026, porta il pubblico tra luoghi istituzionali, quartieri popolari e scenari legati al mondo della musica.

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Trieste diventa parte del racconto

Palazzo Carciotti, affacciato sull’imbocco del Canal Grande, è stato scelto per rappresentare nella serie la Questura. L’edificio settecentesco, uno dei simboli architettonici della città, compare accanto ad altri luoghi riconoscibili del centro, contribuendo a definire l’atmosfera della storia.

Il Palazzo di Giustizia di Foro Ulpiano mantiene invece il proprio ruolo anche nella finzione. Tra la facciata ornata dalle statue dei giuristi romani Ulpiano, Papiniano e Triboniano e gli ambienti interni, le riprese mostrano udienze, incontri tra magistrati e avvocati, uffici e spazi di servizio.


Il caso che scuote Libera

Nella trama, Libera Orlando, interpretata da Lunetta Savino, è diventata presidente della Sezione Penale del Tribunale di Trieste. La giudice segue l’omicidio di Elena Palma: i primi elementi sembrano indicare come responsabile il compagno della vittima, un giovane rapper, ma alcuni particolari la inducono a non fermarsi alla ricostruzione iniziale.

A sostenerla nelle verifiche c’è ancora Pietro, interpretato da Matteo Martari, l’ex compagno della figlia scomparsa e padre di Clara, la nipote cresciuta da Libera. Una testimone decisiva può compromettere l’equilibrio appena ricostruito tra Pietro e Clara, mentre l’arrivo del magistrato palermitano Cesare Scuderi riporta nella quotidianità della protagonista una vicenda irrisolta del passato.

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Piazze, moli e quartieri

Tra le altre ambientazioni triestine si riconosce Piazza Unità d’Italia, la grande piazza affacciata sul mare, insieme al lungomare delle Rive e ai suoi palazzi ottocenteschi. Il Molo Audace, nel porto, è stato utilizzato per alcune scene collegate alla storia personale di Pietro e alla sua famiglia.

Le indagini conducono Libera anche a Rozzol Melara, complesso popolare conosciuto dagli abitanti come “Il Quadrilatero” o “Alcatraz”. Di segno opposto è il circolo nautico scelto per le sequenze ambientate nell’universo del presunto assassino, legato alla scena rap. Tra i set cittadini figurano inoltre l’Università e la Camera di Commercio di Trieste.


Fuori città, tra mare e borghi

La produzione ha esteso il lavoro anche ad altri comuni del Friuli Venezia Giulia con il sostegno della FVG Film Commission. Le riprese hanno coinvolto Monfalcone, Duino Aurisina e Muggia, località che ampliano il quadro geografico della fiction oltre il capoluogo.

A Muggia la troupe ha lavorato soprattutto nel borgo marinaro, caratterizzato da calli strette e abitazioni basse dai colori vivaci, elementi che richiamano la tradizione veneta. Segnalazioni relative ai set indicano infine anche Lubiana e Roma: nella capitale italiana sarebbero state realizzate soprattutto scene in studio, mentre la città slovena rientrerebbe tra le ambientazioni utilizzate dalla serie.

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