Le stanze del conte tornano visitabili a Rocchetta Mattei
L’itinerario guidato comprende ambienti privati, tre percorsi, biglietti da 12 euro e accesso con prenotazione obbligatoria.
La Rocchetta Mattei ha riaperto al pubblico l’ala arabo-moresca, chiusa dal 2015, con nuovi ambienti visitabili accompagnati da guide.
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Percorsi, prezzi e accesso
Il complesso si trova a Grizzana Morandi, nel Bolognese. La visita può concentrarsi sull’Ala Nobile, che comprende il Cortile dei Leoni e la cappella, oppure sull’area arabo-moresca, dedicata agli spazi privati di Cesare Mattei. Il percorso integrale riunisce entrambe le sezioni.
Il biglietto intero parte da 12 euro per una sola ala e arriva a 20 euro per il tour completo. L’ingresso è consentito esclusivamente con accompagnamento guidato e richiede una prenotazione anticipata. Il parcheggio si trova a monte del castello; nell’ala arabo-moresca, inoltre, scale strette e passaggi ridotti possono rendere difficoltosa la visita a chi ha problemi motori.
A breve distanza si trova La Scola, borgo medievale caratterizzato da strade in pietra e abitazioni antiche. La località può essere abbinata alla visita della Rocchetta durante una permanenza nell’Appennino bolognese.
Gli ambienti riaperti
Il nuovo percorso si sviluppa anche al piano terra, dove si incontrano la Sala delle Ceramiche, la Sala dei Fenicotteri e gli spazi utilizzati per preparare e consumare i pasti. Da qui l’itinerario prosegue verso zone più raccolte della dimora.
Al piano superiore compaiono la loggia delle Uri, il salotto turco, la camera turca e la sala degli specchi. La visita comprende poi gli appartamenti di Cesare Mattei, con il salotto viola, il salotto inglese e la camera del conte.
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La storia della Rocchetta
Tra gli ambienti più particolari c’è la Sala della Visione. Un dipinto richiama il racconto al quale Mattei collegava l’elaborazione delle proprie teorie terapeutiche, basate anche su effetti ottenuti attraverso l’alternanza di luce e ombra.
Nato nel 1809, Cesare Mattei fu politico, studioso e ideatore dell’elettromeopatia, pratica oggi senza riconoscimento scientifico. I suoi preparati divennero conosciuti anche fuori dall’Italia e furono citati persino ne I fratelli Karamazov di Dostoevskij.
Un edificio tra stili diversi
Nel 1850 Mattei scelse uno sperone roccioso sopra la valle del Reno per costruire la propria residenza. L’edificio riunisce elementi medievali, richiami gotici, decorazioni di gusto moresco e particolari liberty.
Il Cortile dei Leoni riprende motivi dell’Alhambra di Granada, ma l’apparenza preziosa degli interni nasce spesso da materiali semplici. Gesso, legno e stucco vengono lavorati per riprodurre l’aspetto di marmi e pietre.
L’acquisizione da parte della Fondazione Carisbo, nel 2005, avviò il recupero della struttura. Le prime visite partirono nel 2015, prima dell’interruzione, e il programma è ripreso nel 2026 anche grazie al lavoro dei volontari.
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