Lago dell’Orceyrette, il Canada francese che si raggiunge a piedi
Bastano poco più di quattro chilometri per arrivare a uno degli angoli più suggestivi delle Alte Alpi francesi.
Bastano poco più di quattro chilometri per arrivare a uno degli angoli più suggestivi delle Alte Alpi francesi. In autunno il Lago dell’Orceyrette sembra cambiare volto: i larici diventano dorati, i pini cembri restano scuri e la superficie dell’acqua riflette un paesaggio che richiama quello dei grandi laghi del Canada.
La meta si trova a circa 1.927 metri di quota, nella valle degli Ayes, non lontano da Briançon e dal confine italiano. Il percorso più breve è adatto anche a chi non ha una preparazione escursionistica particolare, purché affrontato con calzature adeguate e condizioni meteorologiche favorevoli.
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Un lago alpino dai colori sorprendenti
La luce modifica continuamente lo scenario. Nelle prime ore del giorno, quando il vento è debole, le chiome color ambra si rispecchiano con grande nitidezza; nel pomeriggio, invece, il sole più basso mette in risalto il contrasto tra le rocce grigie, i prati ormai ingialliti e le conifere. Ottobre è in genere il mese più indicato per osservare questo spettacolo, anche se le date della trasformazione dei boschi dipendono dall’andamento della stagione.
Il valore del luogo non è soltanto paesaggistico. Il Bois des Ayes è considerato una delle più importanti foreste di pino cembro delle Alpi francesi e ospita alberi che possono avere tra 400 e 600 anni. Questi esemplari hanno resistito a inverni rigidi, abbondanti nevicate e condizioni difficili, assumendo forme irregolari e tronchi particolarmente solidi.
Il pino cembro, noto anche come arolla, cresce insieme al larice nelle parti più basse del bosco. Sopra i 2.100 metri tende invece a prevalere, fino a creare aree quasi interamente composte da questa specie. È proprio la combinazione tra il verde persistente dei pini e il giallo stagionale dei larici a rendere così riconoscibile il paesaggio.
La passeggiata comincia da Plan Peyron
L’itinerario ufficiale da Plan Peyron misura complessivamente 4,2 chilometri e supera un dislivello positivo di circa 100 metri. Servono in media 1 ora e 45 minuti, senza calcolare le soste. Dal parcheggio sterrato si attraversa il torrente Orceyrette, vicino al cartello che indica l’accesso alla riserva, quindi si segue il corso d’acqua lungo il bordo del bosco.
Per circa due chilometri la salita procede senza pendenze impegnative. In autunno il terreno si ricopre degli aghi dei larici, mentre il rumore dell’acqua accompagna il cammino. Tra i tronchi compaiono scorci sulle montagne e, raggiunto lo sfioratore, il lago si apre quasi senza preavviso.
Sulle rive sono disponibili alcuni tavoli da picnic e un pontile per la pesca utilizzabile anche da persone con mobilità ridotta. La pesca è consentita soltanto nel rispetto delle autorizzazioni e delle regole in vigore. Chi vuole allungare la visita può compiere il giro del bacino: il sentiero passa accanto a una zona umida, raggiunge una pista forestale e conduce nuovamente verso lo sbarramento, prima del ritorno a Plan Peyron.
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Una storia iniziata nei ghiacci
L’aspetto naturale del lago nasconde una vicenda più complessa. Il bacino originario era legato all’azione dei ghiacciai, che durante le glaciazioni scavarono una depressione poi alimentata dalle acque dei versanti. Nel corso dei secoli, però, questo specchio d’acqua scomparve.
La presenza attuale è il risultato di uno sbarramento costruito nel 1950, che permise di raccogliere nuovamente l’acqua. Molto più antica è invece la storia delle montagne circostanti: nelle rocce, compreso il Rocher Roux, rimangono testimonianze dell’antico oceano ligure-piemontese, esistito oltre 150 milioni di anni fa prima dei processi che portarono alla nascita delle Alpi.
Anche la denominazione del luogo richiama le attività tradizionali della valle. Orceyrette deriva dal torrente e dagli antichi chalet dell’Orcière, strutture utilizzate per la vita agro-pastorale durante la permanenza stagionale negli alpeggi. Più in alto si possono incontrare anche gli chalet dell’Orceyrette e dell’Alp, esempi dell’architettura rurale alpina.
Come arrivare e cosa sapere
Briançon è il principale punto di riferimento. Dall’Italia si può arrivare passando dal Colle del Monginevro, partendo dall’area di Cesana Torinese, oppure dal Colle della Scala, collegato a Bardonecchia quando il valico è aperto. Da Briançon bisogna dirigersi verso Villar-Saint-Pancrace e seguire le indicazioni per il Centre Montagne e Les Ayes, fino a Plan Peyron.
Nei mesi di luglio e agosto la viabilità può essere limitata, con restrizioni anche negli orari di accesso tra il villaggio degli Ayes e il lago. Per questo il Comune suggerisce di valutare gli spostamenti a piedi o in bicicletta, anche utilizzando i percorsi che iniziano dal Centre Montagne.
Il periodo di apertura indicato va dal 15 maggio al 15 novembre, sempre compatibilmente con il meteo. In autunno è opportuno controllare prima della partenza lo stato della strada forestale, soprattutto dopo nevicate anticipate, gelate o piogge intense. Sono consigliati scarponi con suola aderente, abiti caldi e uno strato impermeabile.
L’accesso è gratuito, ma l’ambiente richiede attenzione. I cani possono accompagnare i visitatori soltanto al guinzaglio e nei tratti consentiti; bisogna restare sui sentieri, non avvicinarsi alla fauna selvatica e non accendere fuochi. Campeggio e balneazione sono vietati. Il luogo è stato scelto anche come scenario della serie poliziesca francese Alex Hugo, ambientata proprio tra le montagne alpine.
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