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Il set di Dio ride passa da pievi e palazzi

Dal 29 ottobre il film di Giovanni Veronesi porta la storia tra Toscana, Lazio, abbazie, borghi e dimore storiche.

Dio ride è arrivato oggi nelle sale italiane. Il film di Giovanni Veronesi è stato girato tra Toscana e Lazio, usando borghi, palazzi e luoghi religiosi realmente esistenti.

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Le scene tra Roma e Viterbo

Le sequenze conclusive sono ambientate a Roma, nella rinnovata Piazza Pia, ai piedi di Castel Sant’Angelo. Qui il racconto restituisce la figura e l’eredità di Frate Leopoldo, interpretato da Pierfrancesco Favino, in uno dei luoghi più riconoscibili della cristianità romana.

A Viterbo, invece, la produzione ha utilizzato Palazzo dei Priori. La Sala Reggia e gli altri ambienti dell’edificio hanno ospitato le scene legate a Papa Innocenzo X, rappresentante del potere temporale contrapposto alla predicazione del frate.


La storia di Frate Leopoldo

La vicenda è collocata nel Seicento, tra Umbria e Toscana. Frate Leopoldo da Casamacchia parla del Vangelo con un linguaggio gioioso e propone un’immagine di Dio vicina alle persone, capace di condividere anche il sorriso degli uomini.

La sua popolarità cresce rapidamente: gli abitanti dei villaggi vicini accorrono alle sue prediche, mentre le chiese si svuotano e l’insegnamento tradizionale perde seguito. La notizia arriva a Roma e Papa Innocenzo X incarica il cardinale Maculani, interpretato da Silvio Orlando, di occuparsi del caso.

Il procedimento mette a confronto la semplicità del religioso con un’autorità abituata a legare la fede alla paura e l’ordine al controllo. Nel cast figura anche Paolo Rossi, nel ruolo del priore del convento di Bevagna. Il soggetto prende liberamente spunto da una storia vera.


Le origini della produzione

Dio ride è stato realizzato da Indiana Production, Piper Film e Ogi Film, in collaborazione con Netflix. Le riprese hanno interessato diverse aree della Toscana e del Lazio, con il sostegno della Toscana Film Commission e del Bando Cinema e Audiovisivo della Regione Toscana.

In Toscana i set sono stati individuati soprattutto nelle province di Pisa, Siena, Pistoia e Arezzo. La varietà degli ambienti ha permesso di alternare architetture religiose, paesaggi naturali e residenze legate alla storia delle famiglie aristocratiche.


Abbazie e paesaggi naturali

La Pieve di Ponte allo Spino, nel territorio di Sovicille, è stata scelta per l’apertura del film. Tra le sue strutture romaniche sono state girate le scene in cui Frate Leopoldo cerca di sottrarre alle fiamme e alla peste il priore del convento di Bevagna.

Alla Badia Camaldolese di Volterra sono stati ricreati gli interni e gli esterni del convento immaginario di Santa Flora. Sullo schermo si riconoscono le parti rimaste delle mura perimetrali e alcuni spazi dell’antico monastero, situato fuori dalle mura etrusche e vicino alle Balze di Volterra.

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La fuga del protagonista passa anche dalla Valle del Diavolo, nei pressi di Castelnuovo Val di Cecina. L’area, caratterizzata da fumarole e fenomeni geotermici, è stata utilizzata per alcune riprese; secondo la tradizione, proprio questi paesaggi avrebbero ispirato l’Inferno di Dante.

Un altro set naturale è la Falesia di Celsa, nei pressi di Sovicille. Si tratta di una vecchia cava circolare con marmo giallo e pietra calcarea, oggi frequentata dagli appassionati di arrampicata sportiva.

Ai Bagni San Filippo, nel territorio di Castiglione d’Orcia, è stata girata la scena in cui il frate lava il corpo del priore dopo la morte. Le terme naturali si trovano in un’area boschiva e comprendono formazioni calcaree come la Balena Bianca.


Borghi e dimore storiche

La frazione di Gallena, a Casole d’Elsa, è stata trasformata nel borgo di Santa Flora. I resti di un castello, le torri in pietra e una chiesa romanica hanno contribuito a ricostruire l’ambientazione del Seicento.

Nel borgo abbandonato di Montingegnoli, a Radicondoli, è stato invece ambientato il luogo immaginario destinato alle donne considerate folli secondo i criteri dell’epoca. La villa padronale, la torre merlata e la piazza semicircolare conservano un aspetto rimasto quasi immutato nel tempo.

Il Castello della Chiocciola, a Monteriggioni, è diventato la residenza della contessa interpretata da Alma Noce. La fortificazione medievale sorge su un insediamento etrusco più antico.

Per la casa del cardinale Maculani è stata utilizzata Villa Torre Fiorentina, edificio neogotico circondato da un ampio giardino all’italiana. Altri ambienti sono stati allestiti a Villa Chigi Farnese, conosciuta anche come Villa Volte Alte, dimora rinascimentale costruita alle porte di Siena per la famiglia Chigi.


I palazzi del potere

La Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia ha ospitato il processo di Frate Leopoldo davanti al Tribunale di Roma. L’edificio, documentato come sede del governo cittadino già dalla fine del Duecento, è stato adattato alle esigenze della storia.

Al Palazzo Comunale di Monte San Savino sono state girate alcune scene della detenzione del religioso. In questo modo il film affianca agli spazi rurali e conventuali gli edifici pubblici che rappresentano l’autorità politica e giudiziaria.

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