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Dalle Eolie ai grandi marchi: l’arte contemporanea di Lilia Mamone

Tra Milano, Zurigo e la Calabria, l’artista trasforma paesaggi, architetture e simboli del lusso in opere realizzate con materiali inaspettati.

Il blu delle Eolie, il beige di Malta, le geometrie degli edifici del Novecento: Lilia Mamone raccoglie immagini e colori durante i suoi viaggi e li trasferisce nelle proprie opere. Il suo percorso nasce dalla grafica pubblicitaria e arriva oggi a una ricerca artistica personale, costruita attorno alla storia dei marchi del lusso.


Il lusso diventa materia d’arte

Il progetto centrale dell’artista è Luxury Art, una serie di dipinti che guarda alle firme più note e al patrimonio creativo che hanno costruito nel tempo. Hermès, Cartier e Riva vengono riletti attraverso juta grezza, colori acrilici e fogli di alluminio, dando vita a composizioni che non si limitano a riprodurre i loghi, ma ne richiamano origini, eleganza e tradizione.

Lilia Mamone ha iniziato studiando il lettering e disegnando manualmente le lettere. Da lì è passata all’analisi dei loghi, alla progettazione di identità visive e poi al settore delle confezioni. L’interesse per le aziende storiche, anche meno celebri, l’ha portata a indagare la vicenda dei grandi marchi e a trasformarla in immagini. Un curatore ha riconosciuto il valore del suo lavoro e, tre anni fa, è arrivato il debutto artistico.


Milano resta il suo punto fermo

A Milano Mamone si è trasferita a 18 anni, dopo il liceo artistico frequentato a Catanzaro, per iscriversi a una scuola biennale di grafica pubblicitaria. La città lombarda ha contribuito a formare il suo linguaggio creativo: conserva un loft e vi torna almeno due volte al mese, anche se oggi vive a Zurigo con la famiglia.

Tra i luoghi milanesi che preferisce ci sono il centro, la zona compresa tra piazza Tricolore e piazza San Babila e CityLife, dove ama andare con i figli. Apprezza in particolare la luce primaverile sui palazzi e la trasformazione del quartiere, con nuove caffetterie e ristoranti che hanno animato la zona.


Zurigo tra arte e tranquillità

La relazione con la Svizzera è iniziata dopo un viaggio a San Francisco, durante il quale ha conosciuto l’uomo che sarebbe diventato suo marito. Dopo vent’anni trascorsi facendo la pendolare tra Milano e Zurigo, l’artista si è stabilita nella città svizzera, descritta come ampia, calma e molto internazionale.

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In estate frequenta i lidi sul lago e sul fiume, mentre nella parte antica apprezza i ristoranti e le piccole botteghe. Zurigo è anche un centro attento all’arte: nella Stazione Centrale sono presenti, tra le altre, L’ange protecteur di Niki de Saint Phalle, L’uovo filosofico di Mario Merz e La Boule d’or centenaire di Dieter Meier. La posizione nel cuore dell’Europa permette inoltre di raggiungere Francia e Germania in circa un’ora d’auto.


I paesaggi entrano nei dipinti

La Calabria continua a occupare un posto importante nell’immaginario di Mamone. Durante le vacanze torna a Tropea e a Le Serre, nell’entroterra tra il Tirreno e lo Ionio, e considera straordinaria la costa degli Dei fino a Scilla. A Tropea ama le piccole baie accessibili soltanto via mare, l’acqua limpida e la presenza umana ridotta; all’orizzonte, nelle giornate più limpide, compaiono le Eolie.

«Nei miei lavori porto anche i colori delle Eolie: il mare ha un blu intenso che si trova solo lì», ha raccontato parlando delle proprie fonti d’ispirazione. A Malta, visitata per la prima volta pochi mesi fa, ha invece trovato un contrasto diverso: tonalità neutre, beige e blu marino, insieme a una vegetazione scarsa ma molto intensa.


Architetture come segni da ricomporre

Quando viaggia, l’artista fotografa dettagli e particolari capaci di fissare il rapporto tra natura e città. Le immagini dei palazzi moderni e degli edifici storici diventano così un repertorio di linee, superfici e geometrie da rielaborare sulla tela.

Tra i suoi riferimenti c’è soprattutto l’architettura del Novecento, apprezzata per le forme essenziali e rigorose. Guardando alla scena contemporanea, Mamone riconosce un forte fermento nel nord Italia, a Berlino e in Svizzera, con Basilea, Zurigo e Losanna impegnate in importanti investimenti legati all’arte, all’architettura e agli sviluppi futuri dello spazio urbano.

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