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Criminalità, Milano resta in testa: la classifica delle città più esposte

Nel 2025 le denunce sono calate dell’1,8%, ma le grandi città metropolitane concentrano quasi metà dei reati registrati: ecco i territori ai primi posti.

Nel 2025 in Italia sono stati denunciati circa 2,36 milioni di reati, 42.242 in meno rispetto all’anno precedente. Il dato, elaborato nell’Indice della Criminalità 2026 del Sole 24 Ore sulla base delle informazioni del dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, segnala una riduzione complessiva dell’1,8%, ma conferma forti differenze tra i territori.

La graduatoria mette in relazione le denunce raccolte nel 2025 con la popolazione residente, calcolando il numero di reati ogni 100mila abitanti. Il risultato riguarda province e città metropolitane, non soltanto i singoli comuni, e include diverse destinazioni turistiche molto frequentate.


Furti in calo, frodi informatiche in aumento

A determinare gran parte della diminuzione nazionale è stato il calo dei furti, scesi sotto quota un milione per la prima volta dal 2022. Le denunce sono state 992.660, il 5,9% in meno rispetto al 2024, pur rappresentando ancora il 42,1% di tutti gli illeciti registrati.

La contrazione più evidente riguarda i furti sulle auto in sosta, diminuiti del 16%, e quelli nelle abitazioni, calati dell’8,7%. Sono scesi anche i borseggi e gli scippi. In diminuzione risultano inoltre le rapine, comprese quelle commesse in strada, con una variazione del −7,7%. Gli omicidi volontari sono passati da 326 a 289, mentre le denunce per violenza sessuale hanno segnato una riduzione del 2,8%.

Non tutte le categorie seguono però la stessa direzione. Truffe e frodi informatiche hanno raggiunto 298.651 denunce, con un incremento del 4,4%. Sono cresciuti anche danneggiamenti, percosse ed estorsioni; gli incendi, in particolare, hanno registrato un aumento del 18,7%.


Milano davanti a Firenze e Roma

Milano conserva il primo posto nella graduatoria, con 228.287 denunce complessive e un’incidenza di 7.017,5 casi ogni 100mila abitanti. Il capoluogo lombardo si distingue anche per l’andamento opposto rispetto alla tendenza nazionale: qui le denunce sono aumentate dello 0,6%.

Alle sue spalle si trovano Firenze, Roma e Bologna. La provincia toscana conta 63.010 denunce e 6.374,34 casi ogni 100mila residenti, con una flessione del 2,9%. Roma raggiunge 257.483 denunce, il dato assoluto più alto tra i primi dieci territori, ma scende del 5,3% e si colloca a quota 6.094,42 ogni 100mila abitanti. Bologna completa il quartetto di testa con 62.058 denunce e 6.058,64 casi, in calo dello 0,3%.

La graduatoria prosegue con Torino, quinta con 123.815 denunce e 5.615,76 casi ogni 100mila abitanti. Nonostante una diminuzione degli illeciti del 4,3%, la città guadagna una posizione e supera Rimini, che scende al sesto posto con 18.347 denunce e un’incidenza di 5.376,5.

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Genova è la principale protagonista del cambiamento nella parte centrale della classifica: con 41.453 denunce e 5.050,99 casi ogni 100mila abitanti, sale di tre posizioni e raggiunge il settimo posto. Seguono Prato, a quota 5.006,66 con 13.075 denunce, Venezia con 4.803,51 casi e 40.065 denunce, e Livorno, ultima nella top ten con 15.037 denunce e 4.628,29 casi ogni 100mila abitanti. Prato, Venezia e Livorno perdono una posizione rispetto alla precedente rilevazione.


Il Sud arretra, ma la Lombardia cresce

Oltre il 47% delle denunce complessive si concentra nelle città metropolitane. Al contrario, in varie province meridionali gli illeciti risultano in diminuzione, con una tendenza visibile in ampie zone di Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Tra i cali più consistenti vengono indicati quelli di Ragusa, Catania e Palermo.

La Lombardia presenta invece diversi territori in controtendenza rispetto alla riduzione generale. Dopo Milano, gli aumenti più rilevanti riguardano Lodi, con il 12,1% in più, Varese (+6,2%), Sondrio (+5,6%), Mantova (+4,7%), Pavia (+3,4%) e Bergamo (+3,1%).


Oristano in fondo alla graduatoria

All’estremo opposto della classifica si trovano le province con il minor numero di denunce rapportato alla popolazione. Oristano registra l’incidenza più bassa, pari a 1.706,58 casi ogni 100mila abitanti.

Seguono Potenza con 1.968,14, Enna con 2.164,66 e Benevento con 2.177,40. Il quadro disponibile indica quindi una distanza marcata tra i grandi centri urbani, dove si concentra una quota significativa delle denunce, e i territori con i valori più contenuti.

L’indice va comunque letto come una fotografia degli episodi denunciati alle autorità. Non comprende, dunque, i reati che non vengono segnalati, e il numero di casi registrati può riflettere anche la propensione delle persone a presentare denuncia.

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