Il ricordo diventa arte: la vittoria di Camilla Gurgone al Premio Cairo
Latēre, opera che fonde immagini generate dall’intelligenza artificiale e memoria personale, ha conquistato la giuria della 25ª edizione del riconoscimento
È Latēre di Camilla Gurgone l’opera scelta per il primo posto al Premio Cairo 2026. La creazione, nata dal rapporto tra tecnologia e ricordo di una persona scomparsa, ha ottenuto il riconoscimento durante la cerimonia ospitata al Museo della Permanente di Milano.
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Una memoria ricostruita con la tecnologia
Gurgone ha realizzato per l’occasione una stampa a colori su carta termica. Nel lavoro l’artista combina strumenti di intelligenza artificiale e interventi di post-produzione per dare forma a una figura legata alla propria memoria.
Il risultato si concentra sulla tensione tra ciò che è presente e ciò che non c’è più, seguendo il modo discontinuo con cui immagini e ricordi possono tornare alla mente. La giuria ha premiato, come recita la motivazione, “la capacità di utilizzare consapevolmente le ipertecnologie esaltando e proteggendo la memoria umana. L’arte vive del tempo”.
Gurgone, dalla scultura alle installazioni
Nata a Lucca nel 1997, Camilla Gurgone si è formata alla RUFA di Roma, dove ha studiato scultura, e ha poi frequentato alla NABA di Milano un percorso post-laurea dedicato alle arti visive e agli studi curatoriali. La sua ricerca si è sviluppata attraverso installazioni, immagini e performance.
Al centro del suo lavoro c’è il rapporto tra le persone, le tecnologie e i sistemi che organizzano la società contemporanea. Per la vittoria riceverà 25mila euro, entrerà nella Collezione Premio Cairo e sarà protagonista della copertina e di un’intervista esclusiva sul numero di dicembre di Arte.
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La mostra resta aperta a Milano
A proclamare la vincitrice è stato Urbano Cairo, editore e promotore del premio dal 2020. Alla competizione hanno partecipato 20 artisti italiani con meno di 40 anni, selezionati dalla rivista Arte e invitati a presentare lavori inediti realizzati con linguaggi differenti.
Dal 13 al 18 ottobre, alla Permanente, il pubblico può vedere le opere finaliste insieme ai lavori entrati nella collezione del premio attraverso le edizioni precedenti. L’ingresso è gratuito e il percorso comprende anche 14 autoritratti realizzati negli anni Ottanta da Enrico Baj, Pietro Consagra, Renato Guttuso, Fausto Melotti, Ennio Morlotti e Giulio Turcato per le copertine di Bolaffi Arte.
Un riconoscimento anche a Nino Migliori
Nel corso della stessa serata è stato assegnato il Premio Cairo alla Carriera a Nino Migliori, considerato uno dei protagonisti della ricerca visiva e della fotografia europea. Il riconoscimento ha affiancato quello destinato alla giovane artista lucchese.
La giuria dell’edizione 2026 era guidata da Bruno Corà, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri di Città di Castello. Ne facevano parte Luca Massimo Barbero, Mariolina Bassetti, Giovanna Forlanelli, Arturo Galansino, Gianfranco Maraniello, Renata Cristina Mazzantini ed Emilio Isgrò, artista noto per la ricerca sulla cancellatura.
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