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Tecnologia 3 min di lettura6 giorni fa

Xi a Washington, la tregua con Trump vale più della stretta di mano

Tra ricevimenti in grande stile e colloqui riservati, l’intesa più concreta resta il rinvio al 10 gennaio della scadenza commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Donald Trump ha messo in scena un’accoglienza molto personale per Xi Jinping, ma il dato che pesa di più, per ora, è un altro: la sospensione della frizione commerciale tra Washington e Pechino è stata estesa fino al 10 gennaio. La cornice del vertice è solenne, però il risultato immediato resta un rinvio che concede respiro ai due governi.

Il faccia a faccia andrà avanti per due giorni, tra Casa Bianca, cena di Stato e incontri con alcune figure chiave del settore tecnologico americano. In questo quadro, l’annuncio più concreto è arrivato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha confermato l’accordo sulla proroga della tregua che sarebbe scaduta a novembre.


La tregua sui dazi resta aperta

L’intesa prevede che restino congelati alcuni dazi statunitensi, mentre la Cina continua a garantire le forniture di terre rare, materiali decisivi per auto, semiconduttori, aerei e molte altre filiere industriali. Bessent ha spiegato che questa finestra aggiuntiva servirà a capire quali margini esistono sul piano economico.

«Ci darà più tempo per vedere cosa possiamo fare sul fronte economico», ha detto il segretario al Tesoro. Nel frattempo, i negoziati guardano anche a un possibile taglio dei dazi su 30 miliardi di dollari di merci per ciascuna parte, oltre a intese ulteriori nel campo dei servizi finanziari e degli acquisti agricoli.

La partita, però, non si chiude affatto con questa proroga. Le terre rare restano uno dei principali strumenti di pressione nelle mani di Pechino e le restrizioni che erano attese a novembre avrebbero potuto coinvolgere un numero molto ampio di prodotti e catene produttive internazionali. Il New York Times sottolinea che l’eventuale slittamento di quei limiti è tra gli effetti più rilevanti della tregua.


Tecnologia e sicurezza dentro il vertice

Accanto alla questione commerciale, il summit porta sul tavolo anche l’intelligenza artificiale, destinata a essere uno dei capitoli strategici dei colloqui. I due Paesi stanno discutendo come affrontare i rischi più sensibili legati alla nuova tecnologia, dagli agenti IA fuori controllo fino all’uso dell’IA per offensive informatiche e per lo sviluppo di armi biologiche.

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Bessent ha detto che la Cina sarebbe «molto desiderosa» di confrontarsi con gli Stati Uniti su questo fronte e ha auspicato un meccanismo che consenta alle due capitali di parlarsi anche quando gli incidenti superano i confini nazionali. Alla cena di Stato, intanto, Trump ha invitato diversi nomi di primo piano dell’industria tecnologica americana, tra cui dirigenti di OpenAI, Google e Nvidia.

Il tono generale, però, resta più conciliante che conflittuale. Xi ha parlato della necessità che i due Paesi si facciano più vicini, costruendo un rapporto stabile fondato sulla cooperazione, sulla gestione della competizione e sul contenimento delle divergenze. Trump, negli ultimi giorni, ha insistito soprattutto sul piano personale, molto più che sulle accuse rivolte a Pechino.

Secondo il New York Times, il presidente americano sembra aver progressivamente scelto di trattare Xi come un interlocutore amichevole più che come un avversario geopolitico. La distanza fra i toni del vertice e il quadro politico di fondo resta evidente: Washington contesta a Pechino il sostegno all’Iran con immagini satellitari e altri strumenti, mentre nelle settimane scorse Trump aveva accusato la Cina di interferire nelle elezioni americane del 2020.

Eppure la linea scelta è quella degli onori e del dialogo personale. Per alcuni analisti citati dal New York Times, questo approccio rischia di essere fin troppo accomodante, perché potrebbe lasciare in secondo piano gli interessi strategici degli Stati Uniti. Per ora, comunque, il summit produce soprattutto una pausa: i dossier più delicati restano aperti e il calendario politico, da entrambe le parti, rende questa tregua ancora più preziosa.

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