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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Windows, le parole digitate finiscono in un file

Il sistema raccoglie anche termini assenti dal dizionario e li conserva nella cartella personale dell’utente

Windows può memorizzare sul computer le parole che non riconosce durante la digitazione. L’elenco serve a suggerire e accettare in seguito quei termini, ma può contenere informazioni sulle abitudini di scrittura dell’utente.

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La funzione coinvolge anche la tastiera

Il meccanismo fa parte della funzione chiamata Personalizzazione input penna e digitazione. Non riguarda soltanto chi utilizza una penna digitale o un dispositivo con schermo tattile: può essere attivo anche su un computer collegato a una normale tastiera fisica.

Quando viene inserita una parola che non compare nel vocabolario integrato, Windows può aggiungerla al proprio archivio. Nel tempo, la raccolta può includere nomi propri, abbreviazioni, termini tecnici e altre espressioni usate dall’utente durante la scrittura.

L’obiettivo è rendere più semplice la digitazione successiva. Una volta registrata, infatti, la parola può essere riconosciuta dal sistema nelle occasioni successive, evitando che venga considerata nuovamente sconosciuta.


Dove si trova l’archivio

Il file si trova all’interno della cartella personale di Windows. Per raggiungerlo bisogna aprire la directory Utenti, selezionare il proprio profilo e seguire il percorso AppData, Roaming, Microsoft, Spelling e infine it-IT, se la tastiera è impostata sulla lingua italiana.

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Nella cartella è presente l’elemento denominato default.dic. Si tratta di un file di testo che può essere aperto con il Blocco note di Windows e consultato per verificare quali parole siano state aggiunte nel corso del tempo.

La presenza di nomi, sigle o vocaboli specifici può sollevare dubbi legati alla riservatezza. Chi ha accesso al computer, infatti, può raggiungere quella posizione e leggere il contenuto dell’elenco, che riflette parte delle consuetudini di scrittura dell’utente.


Cosa controllare nel computer

Il controllo del file consente innanzitutto di capire quali informazioni siano state conservate dal sistema. L’archivio non nasce come strumento di sorveglianza, ma come supporto alla digitazione, e può ampliarsi man mano che vengono utilizzate parole non presenti nel dizionario.

La verifica è quindi un passaggio utile per chi desidera conoscere le tracce lasciate dalle proprie attività di scrittura. Il nome della funzione può far pensare esclusivamente agli strumenti per la scrittura a mano, ma il suo funzionamento può interessare anche chi usa soltanto una tastiera tradizionale.

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